Settembre 5, 2007...8:03 am

Riflessioni di un giovane manager [ racconto ]

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Che stanchezza, questo fuso orario mi distrugge. In aereo non sono riuscito a dormire nemmeno un’ora. Sono sbarcato due ore fa ed eccomi qui già in ufficio: giacca, camicia, cravatta, tutto a posto. Non devono vedermi stanco, devo sembrare sempre attivo e pimpante.
Nei corridoio gli impiegati parlano inglese. Dicono che dietro ai vetri a specchio c’è New York e dev’essere vero perchè uscendo dalla sala riunioni mi pare di aver intravisto l’antennone dell’Empire State Bulding e di aver sentito i clacson dei taxi gialli sulla Fifth Avenue.
Va bè, per me tanto cambia poco: potrei essere a Milano, a San Paolo, a Mosca oppure a Tokyo e sarebbe la stessa identica cosa. A pensarci bene ho girato tutto il mondo ma non ho mai visitato nemmeno una città nella quale ho lavorato. Del mondo conosco gli alberghi, gli aeroporti, i ristoranti… e si sa che queste cose sono più o meno uguali ovunque. Pazienza, se mai andrò in pensione.. allora sì che mi divertirò! Ora invece devo pensare solo a lavorare, a mandare avanti al meglio la divisione della multinazionale che dirigo. L’ho detto anche a lei quando ha chiesto il divorzio perchè non mi vede mai :
- devi capire che sono un uomo importante e non ho tempo per dedicarmi a te, all’ozio e al divertimento! Devo raggiungere obiettivi che nel mio ambiente si chiamamo “target” per affermare un potere che chiamano “leadership” e che alla fine dell’anno si misura in voti, come a scuola.-
Eccciù! Accidenti, non dirmi che mi sto ammalando, eh! Non posso ammalarmi! Domani devo essere a Parigi assolutamente e dopodomani altrettando assolutamente devo presentare il budget al comitato direttivo e tra tre giorni…. No, non posso ammalarmi con un normale impiegato: io sono un’azienda!
- Signorina, ha preparato i documenti che le avevo chiesto? Faccia in fretta e spedisca tutto via fax all’amministratore delegato-.
Ok, anche questa è fatta. Ora studiamo il piano per risistemare il personale: questo lo licenziamo, questo lo spostiamo all’ufficio acquisti, quest’altro non si tocca perchè è nipote del presidente, e quest’altro ancora…
driiiiiiiiiiiiiinnnnnnnn driiiiiinnnnnnnn
Ah! Ancora questo cellulare! Ma chi è? Mia madre? Ancora mia madre?? E’ la quinta volta che mi chiama e che le dico che non posso rispondere perchè sto lavorando! Ma cosa vorrà? Lo sa che sono sempre impegnato, che non mi diverto, io!
- Pronto? Mamma? Sì, che c’è? Veloce che sono al lavoro a New York e ho da fare! Dimmi quello che mi devi dire e… cosa? Tanti auguri? Perchè? Mica sono stato promosso? Almeno che io sappia… Il mio compleanno, dici? Ah già è vero, oggi compio… 37 anni. Ah.. 37. Grazie mamma, appena torno in Italia uno di questi mesi vengo a prendere un caffè da te. Veloce però, lo sai che ho sempre molto lavoro da sbrigare.-

1 Commento

  • Che bello! Tutto quello che non sono io! :-)
    Le poche volte che vado in viaggio per lavoro mi prendo minimo mezza giornata in più per mettermi un paio di jeans e scendere in strada..
    Che bello! Io non sono un’azienda, sono solamente un uomo. E sono felice!
    Grazie per avermelo fatto ricordare!

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