Ho terminato di leggere “La mappa degli dei” (”Mapa del crador“) di Emilio Calderòn, best seller in Spagna e un annunciato successo anche oltre i Pirenei con la sua traduzione in 19 lingue.
Trama:
Roma, 1937: mentre in Spagna infuria la guerra civile, l’Accademia Spagnola di Roma ospita alcuni rifugiati, tra cui un giovane architetto e una bellissima esponente della buona borghesia di Barcellona. I due vengono incaricati delle trattative relative ad alcuni libri antichi e preziosi, proprietà del direttore dell’Accademia, e si imbattono in un enigmatico acquirente, un principe membro di spicco di una setta esoterico-nazista. Il principe si mostra subito molto interessato a un libro del Cinquecento in cui si fa cenno a una misteriosa mappa custodita nelle Biblioteche Vaticane…Ebbene, forse è una delle prime volte che leggo qualcosa che non è esattamente quello che mi aspetto. Nonostante la trama faccia pensare al mistero, all’azione di una spy story, la narrazione ha dei ritmi molto blandi seppure a volte dilatati nel tempo. Questo perchè, nonostante tutto, “La mappa degli dei” è soprattutto una storia d’amore. Spesso triste e disincantata ma mai banale.
Il successo del libro di Calderòn non è casuale insomma. Tra continui ricorsi storici e nozioni di architettura (il protagonista è un giovane architetto…) l’autore offre un bella descrizione della Roma precedente al secondo conflitto mondiale, pericolosamente in bilico tra la voglia di libertà ed il pesante fardello della propaganda fascista.
Una volta che lo si è iniziato si ha voglia di finire il libro e ci si dimentica se lo si ta leggendo per conoscre la fine delle vicende personali dei protagonisti oppure per scoprire il segreto che si cela dietro la misteriosa “mappa degli dei” che però…. ![]()
Aspettatevi un finale a sopresa di quelli che rimescolano le carte.


















3 Commenti
Settembre 19, 2007 alle 8:31 am
Lo sai che quando segnali un libro ci sono sempre vero?
E tra l’altro su un libro che già mi aveva incuriosito.. negli ultimi tempi mi trovo spesso a leggere testi che “ricalcano” i passi del “Codice da Vinci”.
Una cosa però non è chiara dal tuo post.. ti è piaciuto? Si capisce che è scritto bene, che appassiona.. ma a te cosa ti ha lasciato?
Insomma.. lo consigli ad uno che in generale non è un fan delle storie d’amore?
Settembre 19, 2007 alle 8:49 am
leggerollo e ti farò sapere
Settembre 19, 2007 alle 9:25 am
Lo so che sei un appassionato di buoni libri, caro Andrea
Nemmeno io sono un fan di storie d’amore, l’avrai capito da i libri che a volte commento, però QUESTA storia è molto diversa. E’ tremendamente vera nei sentimenti, nei piccoli e grandi compromessi che spesso di vivono in un rapporto.
Il libro mi è piaciuto quindi, anche se non è un Thriller in stile Gerome Delafosse che io e te conosciamo.
Mi ha lasciato motle riflessioni, e di certo è una di quelle storie in cui il lettore è emozionalmente molto partecipe alla narrazione. Sarà anche perchè è raccontanto in prima persona, o forse perchè così l’ho percepiuto io…
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