Settembre 22, 2007...6:56 am

La vicina di mastro Titta

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Gian Battista Bugatti, meglio noto come Mastro Titta, era il boia della Roma pontificia.
516 esecuzioni compiute e da lui scrupolosamente registrate. Abitava al numero 4 di Vicolo del Campanile, che ancora oggi, è una buia stradina di Borgo Pio che rimane traversa di via della Conciliazione.
In vicolo del Campanile ci abitava anche mia zia Angelina. Pure lei ha passato gran parte della sua vita all’ombra del campanile che da il nome alla strada, quello della vicina chiesa di S. Maria di Trasportina.
Io me la ricordo bene zia Angelina: era alta 1.40 e aveva la schiena gobba dalle fatiche di una vita. Mi ricordo la sua faccia scavata, senza denti e con degli strani capelli rossastri che la facevano assomigliare ad uno scienziato pazzo. Era magrissima e mangiava poco o niente. Era sempre vissuta in povertà, secondo me quindi era l’abitudine… Quando veniva a trovarci aveva già quasi novant’anni. Per me che ne avevo 10 era come incontrare un dinosauro.
Abitava nella Capitale da quando si era trasferita a Roma da Anoia, un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria. A forza di vivere qui, aveva preso l’accento romano e in famiglia la prendevano un pò in giro perchè non finiva le parole. Viveva in una piccola casa in affitto al numero 17 di quel vicolo in cui secoli prima alloggiva il boia Mastro Titta. L’appartamentino era fatiscente. Una topaia, e infatti i topi si portavano il pranzo al sacco a casa di zia Angelina. Nonostante tutto questo, visse quasi 100 anni, sempre da sola in quel vecchio palazzo brutto.
Stamattina sono passato davanti alla sua casa. L’edificio non è più abitato e gli ultimi inquilini sono stati sfrattati per ristrutturare il palazzo, e pare che una volta rimesso a nuovo se lo tenga il Vaticano. La rivalutazione immobiliare folle degli ultimi anni ha fatto sì che anche vicolo del Campanile, così vicino a San Piero, sia diventato una zona economicamente interessante per i padroni di casa.
Credo che zia Angelina non l’avrebbe presa bene. Ci si affeziona a tutto, anche ad una catapecchia di Borgo Pio.

1 Commento

  • Ciao,
    hai detto bene. I preti hanno visto lungo. E Borgo Pio così come Testaccio, Trastevere, Garbatella, Monteverde e tra non molto anche i quartieri limitrofi, sono diventati da 10-20 anni zone assolutamente IN. Prima erano zone popolari, con case popolari e “gente popolare”. Ahimè, il fatto che lo stato abbia venduto quasi tutto il suo patrimonio immobiliare non ha fatto altro che liberalizzare il mercato (ci sono riusciti) e a far si che i vari Pirelli, Ricucci, Toscano, ecc definissero lo standard. Per tornare al vecchio, brutto palazzo dove abitava tua zia a Borgo Pio, anche se non so quale sia di preciso, puoi star sicuro che ogni appartamento verrà venduto a non meno di 8-10 mila euro al metro quadro.

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