L’uomo sotto l’ombrello

By massim

Durante la notte Roma si popola di persone strane.
Non sono né discotecari né metronotte, farmacisti di turno o netturbini. Sono gli abitanti dell’altra Roma, quella parallela.
So che quando cala la notte loro escono.
Sono quelli che di solito si chiamano barboni o senzatetto. Meglio clochard? Più fine. Definizioni odiose e poco rispettose di drammi umani che nessuno si augura di conoscere.
Ogni sera ne incrocio alcuni e ad ognuno di loro ho dato un nomignolo: c’è “Il reduce” che porta in testa un colbacco e pare sia tornato ieri dalla guerra di Russia; c’è “la marchesa” che parla in maniera delicata come una nobildonna d’altri tempi; c’è “Don Abbondio” che quando parla non si capisce niente, forse è tedesco. Poi c’è LUI (o lei?) che tra tutti è il personaggio più misterioso: è l’uomo sotto l’ombrello. 
Ogni sera rimane accovacciato in un vicolo stretto, al buio, con il volto coperto da un ombrello semi chiuso. E rimane lì, in silezio, immobile.
Gli scatto una foto che viene mossa. Non ci riprovo per pudore. Penso che sarebbe venuta mossa anche nella migliore delle condizioni: viene mossa perchè lui non c’è, non risulta, nessuno lo considera e sembra essere diventato uno spettro la cui immagine è sfuggente.
Non chiede elemosina, non straparla, non disturba. Magari gli sarò passato a fianco mille volte ma l’ho natotato solo da poco tempo. Da allora ogni volta che lo vedo gli rivolgo un pensiero come per salutarlo.
Sempre rifugiato sotto il suo ombrello neanche fosse il tetto che non ha, sembra una Mary Poppins all’incontrario…
Non fa mai vedere se sia uomo o donna, bianco o nero, giovane o vecchio.
Anche lui è cittadino di Roma. Non importa se per l’anagrafe risulta o no. Vive nei meandri oscuri di quella città parallela che a noi pare silenziosa, clandestina e crudele. E’ la città della povertà vera e nera, come la notte in cui vive.

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3 Risposte a “L’uomo sotto l’ombrello”

  1. Nausicaa Dice:

    “Gli scatto una foto che viene mossa. Non ci riprovo per pudore. Penso che sarebbe venuta mossa anche nella migliore delle condizioni: viene mossa perchè lui non c’è, non risulta, nessuno lo considera e sembra essere diventato uno spettro la cui immagine è sfuggente”….molto bello qst punto…

  2. Ennebì Dice:

    E’ una di quelle ombre che ci passano accanto nella vita, che si incontrano nei mercati (ricordi il bulgaro?), sono ancor prima degli emarginati i dimenticati della nostra società…una vergogna per una città come Roma, che concentra tanta ricchezza e ideali di democrazia, ma che nei fatti (e noi lo sappiamo) chiude le porte a tanti, troppi esseri umani.

  3. Francesca Dice:

    Veramente bello questo post!
    Frik…è commosso, anche lui è un senza tetto!

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