
Anni fa in Norvegia, in una casa privata, ho visto un documento autografo in cui l’esploratore Roald Amundsen ringraziava un ex capitano di nave locale per le “illuminanti indicazioni che mi hanno permesso di raggiungere il Polo Nord”.
Si trattava dell’impresa del 1926: Amundsen, dopo vari tentativi andati male arrivò nel Polo Artico a bordo del dirigibile “Norge” (Norvegia), cosa che nel suo Paese ha contribuito a rafforzare la sua fama di eroe.
Se le cose fossero realmente andate così, a mio modesto e sicuramente opinabile parere, sarebbe comunque stato un successo dal valore contestabile: Amundsen era un norvegese delle regioni polari che poteva contare sull’aiuto di esperti uomini del nord.Chissà quanti bigliettini come quello che ho visto io avrà spedito dopo l’arrivo al Polo!
Mi sono sempre immaginato quale illuminate indicazione avesse potuto dargli quel capitano: -Per il Polo? Sempre dritto, fratello!-
Si trattava dello stesso spirito di contestazione che mi spinse ad imparare immediatamente e a ripetere in tono sarcastico davanti a quel famoso bigliettino (conservato come una reliquia) le parole “alt for Norge!” (tutto per la Norvegia). Il significato letterale della frase non deve ingannare, è una forma verbale che si usa sulle lapidi e i norvegesi non presero bene il velato sfottò ad una icona della loro piccola nazione.
Avevo esagerato. Tuttavia se si parlava della spedizione al Polo Nord ben diversa a mio parere era la figura del nostro Umberto Nobile, che di quella stessa missione fu non solo artefice (come progettista del “Norge”) ma anche guidatore del dirigibile per ben 5300 km.
La storia ci racconta che il ritorno dal Polo sfociò in una controversia tra Nobile e Amundsen su a chi andasse il merito e il credito per la spedizione.
Nonostante gli applausi norvegesi la verità è questa: “Amundsen per tutta la durata del viaggio non ebbe altro ruolo che quello di un malcontento passeggero”.
Ma Amudsen fu comunque un vero eroe. E lo divenne proprio “grazie” a Nobile, visto che nonostante i loro contrasti fu proprio durante le ricerche seguite all’incidente del dirigibile “Italia”, che egli morì nel 1928. Questo se vogliamo rende quel mio “alt for Norge” una ingenerosa leggerezza.
Ieri, passando davanti alla casa romana di Umberto Nobile a Prati, ho pensato a questi due uomini avventurosi. Uomini e avventure di altri tempi…
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