Torino, 1963

La Fiat 1100 nera è ferma sotto i platani che delimitano il controviale. Dentro siamo in quattro. Adriano è al posto di guida e con la testa segue il ritmo di “Quando quando quando”.
- E abbassa ’sta musica che mi innervosisce! -
- Hey Pietro, calmati – mi dice Adriano – credevo che Tony Renis ti piacesse.-
-Mi piace, ma adesso ci vuole concentrazione! Concentrazione, capito?-
-D’accordo. Scusa, scusa!-
La banca dista solo quindici passi. Li ho contati non so quante volte e so che sono esattamente quindici. Né quattordici né sedici, proprio quindici.
- Siamo pronti?-
Donato e Sante fanno cenno di sì. Anche Adriano annuisce, ma si vede che permaloso com’è non ha preso bene il mio rimprovero di prima.
Scendiamo dalla 1100 con le pistole nascoste sotto le giacche, sorridiamo per non dare nell’occhio anche se l’adrenalina è a mille.
E’ la nostra prima rapina.
[CONTINUA]
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Novembre 9, 2007 alle 10:52 am |
Mi sbaglio o è un porting
Comunque cade a fagiolo, sto finendo di leggere il libro che mi avevi consigliato “Denti di lupo”. E’ stata un’odissea per trovarlo.. ma alla fine ce l’ho fatta.
Sono quasi alla fine, ma aspetto a darti qualche impressione in più.
Novembre 9, 2007 alle 10:55 am |
Sto raggruppando tutto il materiale che ho pubblicato negli anni in vari blog archiviandolo qui (in questo caso nella sezione “racconti”).
Non ha senso tenere troppa roba sparsa in giro
Novembre 10, 2007 alle 11:45 am |
Aè mò inizi un nuovo racconto che mi appassiona….mi raccomando di nn lasciarmi in sospeso l’altro…
Novembre 13, 2007 alle 10:10 am |
E non scordare che Cavallero aveva un’agenzia di banca preferita: la Banca Popolare di Novara in via Ventimiglia accanto alla casa dove abitavo e dove il cassiere, ferito, si dimise dando vita a un’attività in proprio quale amministratore immobiliare e… Urca, ma a chi frega
Novembre 14, 2007 alle 9:50 am |
Sei del borgh d’l fum (borgo del fumo in torinese…), Fabrizio?
Io di Regio Parco