Qualcuno di voi ricorderà bene la campagna mediatica di pochi anni fa ha spinto il parlamento ad annullare la norma transitoria della Costituzione che vietava il ritorno degli eredi maschi di casa Savoia in Italia.
Studio Aperto ed il TG5 intervistavano massaie al mercato che più interessate al prezzo degli ortaggi che ai vecchi rancori dicevano che a loro dei Savoia non gliene fregava niente, che anzi quel giovane educato di Emanuele Filiberto gli stava pure simpatico, “per me dovrebbero farli tornare”.
Detto, fatto. Chi allora si opponeva al loro ritorno era in netta minoranza (mi ricordo che c’ero io, il furetto di Bertinotti e qualche altro reduce partigiano).
Nel 2003 la Casa Reale torna nel Bel Paese e subito l’erede al trono (?) Vittorio Emanuele si distingue come cittadino modello.
Ieri i Savoia tornano a farsi vivi chiedendo allo Stato italiano, tramite una lettera al governo, un risarcimento di ben 260 milioni di euro (duecentosessantamilionidicavolodieuro!) “per i danni subiti con l’esilio dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’instaurazione della Repubblica”.
Se non fosse vero ci sarebbe da ridere… Complimenti, i Savoia confermano l’attaccamento disinteressato al nostro Paese già avuto dai loro antenati. Una casata che si macchiò di colpe gravissime che ci portarono venti’anni di fascismo, guerra e morte per far conservare agli illustri regnanti qualche briciola di potere. Ecco perchè i Savoia di oggi, che non avendo giurato fedeltà alla Repubblica e vantando ancora titoli incompatibili con il nostro Stato, si confermano uguali a quelli di ieri. Solo per questo andavano tenuti fuori dai nostri confini dove già vivono fin troppi mascalzoni…
Ma oggi vi voglio stupire. I Savoia vogliono 260milioni di euro? Io sono d’accordo, diamoglieli! Se si sono lesi i loro diritti umani… per carità, è giusto. Un po’ caruccci questi diritti umani ad essere sincero, però va bè, risarciamoli…
…a patto che i Savoia siano disposti a risarcire lo Stato italiano in memoria di tutti gli uomini e le donne morte per le scelte idiote dei loro antenati che li hanno portati ad un esilio dorato in Svizzera! Un esilio di cui dovremmo chiedere conto nel capire chi deve dare qualcosa a chi.
Chiedete a qualcuno che nella seconda guerra mondiale ha perso un figlio o un marito quando valeva la vita dei loro cari. Chiedetevi quale nobiltà c’era dietro la spietata e barbara tortura subita da Giovanni Passannante. E ancora, chiedete alle vostre nonne e bis-nonne che con le loro bellissime mani da anziene scrivano su un foglietto di carta una cifra che le risarcisca per le fedi di nozze d’oro che sono state obbliate a donare per mantenere in piedi quell’Italia scassata di cui i Savoia erano i re. Forse, lo stesso oro che ha permesso alle nuove generazioni di reali di vivere in Svizzera senza lavorare, nel lusso e nello sfarzo che accompagna la loro vergognosa famiglia da secoli!
Infine facciamo la somma e sottraiamo i 260milioni di euro che Vittorio Emanuele -”il lussurioso” e “re soldino”-Emanuele Filiberto reclamano per la violazione dei loro diritti umani. Il risultato è che non basterebbe tutto il loro tesoro per pagare il loro debito all’Italia. Un Paese che come diceva Leonardo Sciascia “è senza memoria e verità”.
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Novembre 29, 2007 alle 6:48 pm |
Concordo con il fatto che i Savoia non debbano avere alcun risarcimento, anzi, devono ringraziare chi, nonostante gli errori commessi dalle proprie famiglie gli ha consentito di rientrare. Nella richiesta, poi, c’è una strana contraddizione: le colpe dei genitori non devono ricadere sui figli, mentre i soldi si ereditano. Il problema è tutto nei soldi, nelle proprietà di cui questa gente si è sentita defraudata. Tuttavia, è stato fatto solo un errore, discriminare tra eredi maschi e femmine. Dovevamo prenderci tutto!
Silvana