Novembre 22, 2007...10:28 am

Due libri e un pantalone

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Tardo pomeriggio di shopping con annesso giretto in due librerie. Una più commerciale, l’altra più interessante.

In quella più commerciale mi sono fatto tirare dalla curiosità di comprare il libro di Pupi Avati “Il nascondiglio”, che affianca l’uscita del film omonimo.
Ambientazione americana e tema ben poco italiano (una casa maledetta).

“22 dicembre 1957: durante una tremenda tormenta di neve, una grande casa isolata in una cittadina dell’Iowa è sconvolta da un terribile delitto. Cinquantacinque anni dopo, in quella stessa casa rimasta chiusa per mezzo secolo, una donna di origini italiane decide di aprire un ristorante. È appena uscita dalla clinica psichiatrica dove è stata ricoverata per quindici anni in seguito al suicidio del marito, ed è decisa a costruirsi una nuova vita, ma non appena mette piede nell’edificio i fantasmi del passato tornano a tormentarla. Sarà lei, sempre più in bilico tra ragione e follia, a dovere scoprire il mistero dei fatti oscuri accaduti tra quelle mura. Una verità che, dopo tanti anni, fa ancora paura a molti…”

Avati mi è sempre piaciuto come regista, ed una sua intervista di qualche anno fa in cui parlava della sua infanzia a Roma me l’ha reso simpatico. Però volevo vedere come se la cavava a scrivere…
Fin’ora ho letto solo qualche decina di pagine e ad essere sincero il libro non mi ha ancora “preso”. Vedremo.
Dalla libreria più interessante ne sono uscito invece con una copia di “Nero di luna” di Marco Vichi.
E’ incredibile come a volte i libri si scelgano per dei dettagli insignificanti, forse stupidi. Di questo oltre all’ambientazione mi ha intrigato che si parlasse di misteriose morti di galline…

“Emilio Bettazzi, giovane scrittore di Firenze, va ad abitare in una grande casa di campagna che un suo caro amico, prima di morire, aveva preso in affitto. È convinto che su quelle bellissime colline del Chianti riuscirà a scrivere un romanzo. Ma fin dai primi giorni gli succedono strane cose. Sente le voci concitate di un litigio provenire da una villa che, a detta di tutti, è abbandonata da anni per via di una vecchia e terribile tragedia. Vede nella notte una sagoma umana mezza nuda che corre nei campi. E scopre che da tempo ci sono delle stragi di galline e conigli che nessuno sa spiegare, nemmeno i carabinieri. Spinto dalla curiosità ma anche dal desiderio di capire, e forse a suo modo di risarcire i fragili personaggi coinvolti nella vicenda, Emilio cerca di venire a capo di quei misteri, facendo domande, raccogliendo storie, scrutando volti e gesti, fino a spingersi di notte dentro la villa e nei boschi. Quello che scoprirà lo lascerà sbalordito, ma lo legherà per sempre a quei luoghi. Un romanzo notturno, ambientato in un paesaggio incantevole ma attraversato da molte inquietudini. Marco Vichi lo conduce con la sua abilità e il suo sguardo di narratore, facendoci entrare nelle pieghe di una vicenda terribile, rischiarata dal chiarore della luna alla cui luce si muovono personaggi che non si dimenticano.”

Ah già, dimenticavo il pantalone!
Dettagli…
 

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