La minaccia atomica della nave fantasma

By massim

Murmansk in russo si scrive Мурманск. E’ una città della penisola di Kola, nell’estrema parte nord occidentale della Russia. Quattrocentomila anime congelate come bastoncini Findus  nel bel mezzo del Circolo polare Artico, tra la tundra ed il grande porto sul mare di Barents.
Lepse invece si scrive Aence, ed è una vecchia nave ormeggiata ad uno dei tanti moli di Murmansk. A vederla così, mezza blu e mezza bianca, sembra solo una baganrola anonima e fatisciente in attesa di essere smembrata. Il vento gelido passa tra gli oblò, nel ponte di comando ridotto ad un ammasso di ferraglia,  mentre la ruggine che divora lo scafo pare una malattia mortale senza scampo. Una nave fantasma, abbandonata al suo destino. Ma basta provare ad avvicinarvisi per notare una strana protezione che separa grosso natante dal resto del mondo ed un cartello con scritto “pericolo nucleare”.

Stazza di 5.600 tonnellate, 87 metri di lunghezza e 17 di larghezza, la Lepse è probabilmente l’oggetto più pericoloso del mondo.
Chissà quanti mari e quanti oceani avrà visto questa nave fantasma prima di finire ormeggiata a Murmansk.
Costruita nel 1936 possiede il primato della vita operativa più lunga al servizio della flotta atomica. Inizialmente era un mercantile, affondato, tra l’altro, durante la seconda guerra mondiale.
Parrebbe la fine della sua storia se non fosse che nel 1961 i sovietici pensano bene di andarsela a recuperare e di ripararla, facendola tornare incredibilmente in servizio come rompighiaccio atomico. Passano altri venticinque anni e la vecchia nave diventa obsoleta, così viene rinventata per lei una terza vita: contenitore per lo stoccaggio delle scorie nucleari più pericolose.
Gli ingegneri russi dicevano che fosse in grado di ospitare materiali altamente radioattivi per 30 anni. Peccato che non avessero fatto i conti con lo scafo corroso dal mare, con la ruggine e con il problema che oggi la Lepse cade letteralmente a pezzi, tanto da rendere addirittura difficile il recupero di quanto ospitato nella sua stiva. La radioattività totale raggiunge i 750.000 curie, “tanto per dare un’idea, l’inquinamento radioattivo complessivo di tutto il Mar di Kara raggiunge “solo” le 150.000!”
Anche senza essere degli sfrenati ecologisti mi sembra ovvio che occuparsi della Lepse sia diventato un problema mondiale. I russi intanto la lasciano ancora al molo di Murmansk, dicono che non hanno fondi per ristrutturarla e… “dasvidanie!”, fine delle trasmissioni.
E la Lepse rimane lì, a galla per miracolo, e forse mai come stavolta un po’ tutto il pianeta con lei.

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2 Risposte a “La minaccia atomica della nave fantasma”

  1. segnaleorario Dice:

    Pazzesco. Tutto ciò è pazzesco.

  2. massim Dice:

    eppure è così, caro Segnale…

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