“Conto in sospeso” è un noir di quelli veri, che chiarirebbe le idee a molti autori (e lettori) confusi sul significato di questo genere. Linguaggio crudo, dialoghi pungenti e periodi brevi caratterizzano fortemente questo romanzo di Marco Minicangeli, ambientato in una Roma spettrale. Si stenta a riconoscerla, così lontana dall’immaginario collettivo della dolce vita e dalle meraviglie archeologiche, ma è proprio Roma. Lo è anche se si susseguono nella narrazione vicoli, appartamenti cupi e bar di bassa lega. E’ questo il palcoscenico in cui si muove il protagonista, Alessio Zeni, ex poliziotto la cui decadenza fisica va a braccetto con quella morale, pericolosamente in bilico tra il suo passato da sbirro ed uno squallido presente nella piccola malavita. Nella vita di Zini ci sono debiti da restituire, criminali spietati che tornano per dargli la caccia e vecchi “amici” poliziotti. Ci sono anche Castel Sant’Angelo e i vicoli di Borgo, ma tutto è inquadrato senza concedere nulla al romanticismo. Un agghiacciante video pornografico, in cui viene barbaramente uccisa una ragazza, è l’innesco che l’autore usa per raccontare la sua storia senza concedere nulla allo stile fin dalle primissime righe. Nella dettagliata descrizione delle sequenze del delitto, Minicangeli dimostra tutto il suo mestiere, coinvolgendoci in una trama ben congegnata per essere apprezzata dagli amanti del noir all’italiana. Chi è l’uomo misterioso che ha consegnato il video a Zini, e che ora lo paga per indagare sulla morte atroce della giovane donna? E’ la domanda che rimescola le carte nella vita del protagonista, ripescando dal suo passato la mai chiarita storia di corruzione che lo ha costretto tre anni prima a lasciare la Polizia.
La sensazione, pagina dopo pagina, è quella che “Conto in sospeso” non sia soltanto un titolo, ma una vera e propria presenza che ci attende al varco, un destino ineluttabile al quale non si può sfuggire. E’ quel passato ingombrante che pare non abbandonare mai uomini come il protagonista della storia di Minicangeli.
[ la mia recensione per Perrone Editore ]


















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