Marzo 6, 2008...11:17 am
La prima proposta non si scorda mai…
Come primissima cosa di oggi, voglio ringraziare Andrea-ilnissardo, che dopo aver visto il book trailer di Black Russian ha scritto questo bellissimo post su di me.
Grazie di cuore, Andrea. Davvero.
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Provare a pubblicare un libro è come muoversi su un campo minato, questo l’ho capito. Bisogna star bene attenti ai passi che si fanno altrimenti si rischia di non pubblicare, o peggio, di pubblicare libri morti (opere che saranno presenti, ed in grande quantità , solo nel tuo sgabuzzino…) .
Le copie di Black Russian sono nelle mani dei primissimi editori da nemmeno un mese. Presto. Ancora troppo presto. I tempi di valutazione dei manoscritti sono di 3-4-6 mesi, a volte di più.
Comunque, una risposta con annessa proposta di pubblicazione l’ho già ricevuta qualche giorno fa.
Aspettate un secondo! Che state facendo!? Rimettete via lo Champagne e lasciatemi finire! ![]()
Allora… le cose stanno così: nel corso della mia ricerca degli editori, sono stato ben attento ad eliminare quelli a pagamento. Ve ne avevo già parlato… sono quelli che di solito nemmeno leggono ciò che ha scritto.
- Lavoro di editor? Cos’è? -
Però sono ben disposti a pubblicare la tua ultima fatica in cambio di un assegno di qualche migliaia di euro…
Disponibili!
In ogni caso, a scanso di equivoci, nella mia lettera di presentazione ho aggiunto sempre due righe che ricordano al direttore editoriale di turno la mia intenzione non spendere un centesimo per pubblicare Black Russian.
Evidentemente però, mi è sfuggita la differenza tra pubblicare totalmente a pagamento e pubblicare con compartecipazione…
La differenza effettivamente c’è. Ma per me fa ben poca differenza, e se foste nel mio portafogli lo capireste bene…
D’altra parte si sa, noi giovani scrittori abbiamo quel fascino bohemienne… quell’animo romantico…. quel… insomma spesso non c’abbiamo un euro. E l’editoria - specie quella piccola è in crisi!- dicono molti editori - si legge sempre meno, e pensare di rischiare su un esordiente… lei mi capisce vero?-
Insomma, una casa editrice (non ho mai fatto nomi e non intendo farne adesso) mi ha proposto una compartecipazione, cioè di versare una piccola somma (diciamo meno di 1/3 di quanto solitamente chiedono gli editori a pagamento…) per partecipare alle spese della prima tiratura del libro. Nell’email che ho ricevuto mi hanno dimostrato di averlo letto, spiegandomi i motivi per cui lo ritengono valido. Bene. Mi sono sempre fidato delle persone (pure troppo!), così ho preso queste parole per buone e li ho ringraziati per il tempo dedicatomi. Mi sono anche informato sul loro conto. Oltre che nei bookshop su internet, le opere presenti nel loro catalogo arrivano nelle librerie di tutte le provincie di una grande regione del nord italia (credete sia scontato?), e stanno crescendo rapidamente. Devo riconoscere anche che, a quanto ho letto in giro, hanno una reputazione immacolata, ben diversa da altri nomi ormai tristemente noti…Â
Per farvela breve, ho capito che non è stata la peggiore proposta che un esordiente potrebbe ricevere.
Tuttavia non credo che accetterò.
Non prendetelo per un atteggiamento altezzoso. I tempi sono quelli che sono, di soldi in tasca ne girano pochi, e anche se Moccia, la Mastrocola e addirittua Camilleri (attenzione, stiamo parlando di fenomeni letterari, mica di dilettanti come il sottoscritto!) hanno esordito pagando, per me non sarà così.
Ma non è solo un discorso economico. L’intero modo in cui Black Russian è nato, ed è stato proposto, è un azzardo. La possibilità che il romanzo non venga mai pubblicato è, ed è sempre sempre stata, la più probabile tra le ipotesi. La cosa non mi spaventa.
Scrivendo mi diverto. Se cambio la prospettiva, e questo hobby diventa qualcosa per cui devo rischiare, mi si rompe il giocattolo. Il rischio, se crederanno in me, lo lascio a chi dovrebbe avere le competenze ed il coraggio per capire quando è il caso di provare.




















9 Commenti
Marzo 6, 2008 alle 4:44 pm
Fai bene a diffidare degli editori a pagamento, ne ho letto qualcosa in rete e non si dice granché bene di loro.
Se vuoi pensare a qualcosa di alternativo alla ricerca dell’editor, potresti provare questa strada. A volte funziona; tempo fa ho co-finanziato un documentario che ora si trova nulla mia libreria.
Secondo me vale la pena provarci.
Marzo 6, 2008 alle 6:34 pm
Grazie, gli darò un’occhiata con calma
Marzo 6, 2008 alle 6:44 pm
Ciao Massimo
credo anche io che sia necessario tenere duro nel resistere al canto delle sirene delle case editrici a pagamento. oggi pubblicare un libro non è una spesa enorme e chiedere dei soldi in cambio fa davver pensare che nel modello di attività di chi lo propone la distribuzione e la vendita siano solo elementi secondari. decisamente meglio azzardare inseguendo i propri sogni, e poi, in fondo si scrive per essere letit ma non si può smettere perchè questo non avviene o avviene troppo poco…
paolo
Marzo 7, 2008 alle 9:40 am
Infatti la cosa migliore per ora, a mio avviso, è prendere tempo…chissà che intanto non rispondano le grandi case editrici…
Marzo 7, 2008 alle 11:30 am
Buona fortuna con gli editori… ma non mirare ai grossi calibri. Loro non leggono manoscritti, preferiscono comprare “libri che tirano” direttamente dai piccoli editori.
Ci sono case editrici di medio calibro che invece fanno scouting tra gli esordienti… non ti faccio l’elenco ma, lo puoi trovare facilmente… sul mio blog.
Ad ogni modo, ho visto il booktrailer.. interessante!
Marzo 7, 2008 alle 11:37 am
Moccia a pagamento? E così sarebbe dovuto rimanere. Quando sento che ha almeno avuto il pregio di diffondere la lettura tra i giovanissimi penso che Topolino svolge più e meglio lo stesso lavoro senza che i curatori dei loro storyboard ce lo facciano a fette un giorno sì e l’altro pure.
La spiegazione con cui ci illustri le ragioni per cui non accetterai il regime di compartecipazione è luminosa. Bravo Massim. !
Marzo 7, 2008 alle 12:23 pm
Non avrai ancora un editore…ma hai già dei lettori che aspettano sl di poter comprare il libro!
Marzo 9, 2008 alle 6:44 pm
E’ vero, siete per me una grande soddisfazione!
Marzo 9, 2008 alle 7:06 pm
Hai secondo me fatto bene a non accettare (o rifiutare… dipende dai punti di vista ormai).
Collegandomi a quanto hai scritto altrove, valuta il web come veicolo per far circolare le tue cose… penso che sia un ottimo punto di partenza, oggi l’informazione “gira” essenzialmente sul web secondo me e gli altri canali arrivano di riflesso.
R
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