Marzo 31, 2008...10:14 am

L’editore “insicuro”

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Nemmeno le vacanze pasquali sembrano aver frenato l’inarrestabile percorso del mio romanzo, Black Russian, verso il meritato successo planetario.
Dopo la prima proposta di pubblicazione (di cui vi ho parlato qui), ne ho da poco ricevuta un’altra da una casa editrice milanese.
Sentite un po’:

“Gentile signor Massim., abbiamo attentamente valutato la sua opera “Black Russian” in 2 livelli di lettura, che l’hanno entrambi davvero apprezzata.

Miiiiiiiii, penso. Evvai, lo sapevo! Sono troppo bravo! Ma quanto ci avete messo a scoprire questo questo Ken Follet etrusco-piemontese… questo John Grisham dal gianduiotto facile… questo Dan Brown in Smart??? Eh, quanto???
Li perdono comunque all’istante, riflettendo sul fatto che ho superato non UNO (che magari si potrebbe pensare che sia stato fortunato…) ma ben DUE livelli di lettura, ci avranno messo un bel po’ a riprendesi dall’aver goduto di così tanta maestria scrittoria.
Meraviglioso.
Continuo a leggere.

“Abbiamo tuttavia riscontrato qualche imperfezione (singolare) stilistiche (plurale) nel testo, che ci ha lasciati perplessi non tanto sulla fattibilità della pubblicazione, ma soprattutto sulla sua commerciabilità e quindi sull’entità della tiratura minima iniziale”.

Già, anch’io in questa lettera noto qualche imperfezioNE… stilistiCHE… Comunque, anche se ciò che alcuni timbrerebbero come imperfezione per altri E’ lo stile, esiste solitamente un lavoro di editing che potrebbe risolvere il problema. Ma a questo non si accenna. 
Penso: ma come, non avete appena detto di aver DAVVERO apprezzato il romanzo dopo ben due letture? Com’è che dopo non siete sicuri della sua commerciabilità? E soprattutto, se non ne siete sicuri voi che fate gli editori di mestiere, dovrei esserelo io? La cosa comincia a suonarmi male.

“Pur volendo ipotizzare di dar vita alla pubblicazione con una tiratura iniziale ridotta, non siamo troppo sicuri sul fatto che l’opera riesca a raggiungere il livello di commerciabilità minimo per garantire l’ammortamento della spesa.”

Ancora? Ma se non siete troppo sicuri di ciò che valutate valido perchè fate gli editori??? Nemmeno Camilleri al suo primo romanzo era assolutamente certo di ottenere una commerciabilità minima! Se lo ritenete opportuno pubblicate il romanzo, altrimenti di cosa stiamo parlando?

Per questo motivo saremmo disponibili a pubblicare la sua opera nella collana “X” (quella che raccoglie la selezione delle miglioni opere), ma in tiratura MINIMA iniziale (50 copie), senza contributi da parte sua”.

Insomma: non siete sicuri di venderlo però la mettete tra le vostre opere migliori?
Però non chiedete soldi, di questo devo rendervene merito. Anzi, per un attimo penso anche di aver raggiunto il mio obiettivo iniziare: farmi pubblicare senza spendere un centiesimo (cosa che per un esordiente…).
Poi ci rifletto sopra. 50 copie??? Sono pochissime! Non ne pretendevo migliaia, ma 50! E distribuite dove? In nessun posto ovviamente. Si mette il libro su internet e addio. Mai quelle pagine avranno il privilegio di vedere da vicino una qualuque scalcinata libreria.
Grazie lo stesso caro editore, ma anche questa volta passo la mano. 

12 Commenti

  • 50 copie? Glub… incredibile! :D

  • Cioè dico… ti rendi conto? :-D

  • Che brutta cosa.
    In effetti è una situazione spinosa ed antipatica. Al di là degli errori della loro comunicazione -avranno letto due volte il tuo libro ma neanche una volta la loro mail…- il senso di quel che scrivono fa solo venire i nervi.

    Massim. mi sa che ti conviene pesare meglio la possibilità di una pubblicazione on-line. Io non conosco bene come l’editoria stampata si possa intrecciare con quella web per quanto riguarda i libri… ma magari costruire un “blog in forma di libro” (ci sono diverse guide in merito e con circa 10€ compri un dominio per un anno… spesa sostenibile) ti potrebbe garantire un briciolo di visibilità.

    La tua opera è depositata in Siae? (sezione DOR se non ricordo male… io sono iscritto come autore e musicista e non so nulla della DOR) Se così fosse anche la licenza di pubblicazione sarebbe tutelante per quel che possono essere i casi di plagio o scopiazzature più o meno evidenti…

    Non so… pensaci…
    Rob

  • Ma di che editore si tratta? Comunque pubblicare senza arrivare in libreria secondo me è inutile (oltre che deprimente). Poi sono opinioni personali.

    Simone

  • e tu, Massim…
    non demordere!
    arriverà un editore più “sicuro”.

  • Innanzi tutto ti chiedo (non privatamente beninteso ma ben visibile) il nome dell’Editore. Perché -perdonami- tacere le gesta di siffatta gentaglia? Tu sai benissimo cosa costoro si aspettano: che tu vada finanziando di tasca tua un numero maggiore di copie anche perché è da escludere che lo stampino davvero in 50 copie (avrebbe un costo proibitivo per quel numero).

    Se non si additano i mafiosi -e questi lo sono- si è loro complici. Pensaci Massim. Pensaci :-)

  • Se penso che a Moccia invece pubblicano qualunque fesseria mi sale un nervoso…a te no??

  • Rob: Ovviamente prima di far circolare il mio romanzo ho dovuto prendere anch’io le miei precauzioni. In questo senso l’esperienza di molto scrittori emergenti raccontata sul web è stata davvero un tesoro. Per il resto hai ragione ed esisite Lulu, un validissimo sito di on-demain al quale mi rivolgerò se e quando deciderò che l’editoria tradizionale non fa per me.

    Giovanna: grazie, tengo duro :-)

    Simone: d’accordissomo con te, infatti non intendo pubblicare con loro.

    Fabrizio: è la Zero Uno Undici Edizioni.

    Nausicaa: pure a me. Soprattutto se penso a quanto VENDE Moccia! :-)

  • Bravo Massim così si fa! 50 copie…ridicolo!
    Come dire: ti invito a cena, ma ti offro l’antipasto il resto se vuoi ed hai fame provvedi tu.
    ;(

  • Dopo aver perso 43 ore prima di trovare il sito (ricordami di darti un pugno), ho notato che dietro alla copertina linda della casa editrice si entra in un altro sito dove in verità pare siano gli autori che in qualche modo co-finanziano la pubblicazione (peraltro non distribuita fuori dalla cerchia del torbido gruppo di cui si è entrati a far parte)…. Insomma Massim *stanne alla larga* !!!!!!!!!!

  • Ciao Massim. Sono giunta per caso al tuo blog cercando esattamente le parole “tiratura minima iniziale” che stavano in una lettera ricevuta da quello che mi sembrava il primo editore ‘onesto-che-se-non-altro-par-non-ci-guadagni-nulla’.La lettera cominciava con ‘abbiamo attentamente valutato ….in 2 livelli di lettura, che l’hanno entrambi davvero (ed è questo’davvero’ che ti frega e si aggancia vischiosamente al palpitio bistrattato di esordiente-non-ancora-esordito) apprezzata .Abbiamo tuttavia riscontrato parecchie imperfezioni stilistiche (devono essersi corretti dopo aver letto i tuoi appunti sulla concordanza di numero…) nel testo etc…ammortamento della spesa’. Solo che a me è andata un po’ peggio perché il mio romanzo sarebbe pubblicato nella collana ‘opera prima’ che viene definita bellamente e pubblicamente una sorta di limbo degli sfigati che hanno scritto cose un po’ strane. Segue proposta alternativa col famoso conto vendita. Trovo praticamente le stesse proposte su siti collaterali che forse sono confluiti in quello della casa editrice, quali astaletteraria, il melograno,..insomma niente soldi ok, ma una sorta di club-ci-leggiamo-tra-noi, e sappiamo bene quanto conti non tanto la distribuzione (che avviene solo se i famosi librai non sputano sopra le famose schede delle proposte di esordienti) bensì su un minimo di promozione. Diciamo la verità, la questione fondamentale è l’editing, o lo fa l’editore, se ritiene il testo valido e modificabile, oppure l’editore onestamente dovrebbe RIFIUTARE il manoscritto con una motivazione. Ecco perché dubiterei di tutti quelli che ti pubblicano ‘30-60 gg dalla firma del contratto’: c’è del lavoro dietro, e se non si fa allora è solo una stamperia fatta tra l’altro esplicitamemte per ‘accontentare più autori’! Avevo già deposto armi e palle tempo fa sulla poesia (BRR…inorridiscono tutti solo a sentire la parola ‘poesia esordiente’), ma credevo che per la narrativa, viste le schifezze che circolano, ci fosse più speranza. Mi devo ricredere. Ma siccome ho avuto risposte molto più incoraggianti da editori molto più importanti che pur avendo rifiutato il testo me ne hanno dato sensata ed articolata motivazione, vorrei solo capire se è valido, se ci si può lavorare, o se fa schifo e pietra sopra. Pazienza, in Italia anche l’editoria riflette semplicemente la mancanza di un’ossatura etica condivisa. Bando ai lamenti, mi piacerebbe sapere cosa ti hanno risposto quando hai declinato la loro offerta…
    ciao e scusate non sono abituata a scrivere sui blog:)

  • donaquijota: ciao, per ora nessuna risposta al mio rifiuto, e penso proprio che non ce ne saranno.
    Penso che il sistema sia quello di lanciare l’amo e vedere se l’esordiente di turno abbocca.
    Come pensavo, dal tuo messaggio, ho avuto la conferma che l’email che ho ricevuto fosse il frutto di un comune copia/incolla comune. E’ probabile che i manoscritti non li leggano nemmeno. Boh. Comunque ho notato anch’io che avere un giudizio imparziale e professionale sul proprio lavoro è, come sottolinei giustamente tu, piuttosto un’impresa.
    Ma non molliamo!
    Ti faccio il mio in bocca al lupo per la tua pubblicazione, un saluto!

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