Per la seconda volta in poco tempo mi sono trovato a leggere di una persona conosciuta: ieri sera in questo post di Giorgio-Bogianen, ed ultimamente rileggendo “La fratellanza della sacra Sindone”, best seller della spagnola Julia Navarro.
In particolare, e con un pò di sorpresa, mi ha fatto piacere ritrovare tra le pagine del libro il nome di un signore che ho conosciuto anni fa, quando ancora abitavo a Torino. Il paragrafo diceva così:
“Rimasero in silenzio, osservando il telo di lino con impressa l’immagine di un uomo che aveva sofferto gli stessi tormenti di Gesù. Un uomo che secondo gli studi e le misure antoprometriche ottenute dal professor Judica Cordiglia pesava circa ottanta chili, raggiungeva il metro e ottantuno di altezza e aveva catatteristiche che non corrispondono ad alcun gruppo etnico”.
Il Professore lo ricordo come un uomo cordiale che, a dire il vero, “conobbe” prima Benny ( il pechinese di mia madre) di me.
Non sapevo che si fosse occupato della Sindone
ma, vedendolo ospite in una trasmissione televisiva, avevo saputo che negli anni ‘60 lui e suo fratello erano stati tra i pionieri del radioascolto spaziale.
Grazie ad una stazione di ascolto artigianele infatti, i fratelli Judica Cordiglia riuscirono a captare con le loro radio i segnali e le voci di molti satelliti e le capsule abitate da cosmonauti di Urss e Usa.
Erano esplorazioni segretissime, e a quei tempi la Guerra Fredda contribuiva a far calare un silenzio impenetrabile sulla sorte dei primi astronauti che non riuscivano a far ritorno sulla Terra. Tutto era top secret e ogni affermazione in merito ad eventuali missioni compiute e fallite, seppur veritiera, era da negare categoricamente. Le Superpotenze non potevano fallire!
Tuttavia, i fratelli Judica Cordiglia avevano in mano le prove registrate del contrario. Sapevano con certenzza per esempio, che Yuri Gagarin era stato il primo uomo ad arrivare nello spazio. Sapevano che c’erano stati altri voli prima e dopo Gagarin, in cui era morta anche una donna rimasta senza nome, una donna che aveva preceduto Valentina Tereskhova. Oppure ancora, avevano ascoltato e riascoltato il segnale del novembre 1960 “in cui abbiamo registrato il rantolo disperato di un cosmonauta che sta morendo. Probabilmente per un problema di depressurizzazione della cabina”.
Pare che il generale sovietico Kamanine avesse definito i fratelli Judica Cordiglia “banditi dello spazio, e schiavi del bieco imperialismo americano”.
In realtà, oggi lo sappiamo senza ombra di dubbio, avevano proprio ragione loro: Yuri Gagarin “è stato il primo uomo nello spazio… a tornare sano e salvo sulla Terra”.
(se vi interessano altre informazioni sulle prime e taciute missioni spaziali, potete collegarvi a questo sito
)
Tag: astronauti, gagarin, judica cordiglia, julia navarro, lost cosmonauts, radio, sindone, spazio, urss, usa
Aprile 1, 2008 alle 8:56 am |
A che è servito questo tributo di sangue, queste spese folli per andare a fare cucù dalla luna?
Aprile 1, 2008 alle 11:42 am |
A quanto scritto sul blog di Giorgio aggiungo un dato personale. All’epoca degli ascolti e della popolarità dei fratelli Judica-Cordiglia io ero un bambinetto ma rammento il fascino esercitato che unito alla passione dell’elettronica (allora agli albori) contribuirono a pormi, in uno all’insegnamento di mio padre, l’amletico dubbio su cosa fare da grande: l’ingegnere o il toulé (lattoniere). — Secondo italici insegnamenti (mai posizioni nette), scelsi la via di mezzo: quella umanistica ma la passione rimase.