
Che dispiacere ieri mattina. Dopo il TG Lazio ho appreso dal telegiornale nazionale dell’incendio al castello di Moncalieri, vicino a Torino. E’ andata in fumo un intero torrione, con danni da 10 milioni di euro tra cui quello inestimabile della pedita del documento originale del Proclama.
In tv hanno detto che la causa dovrebbe essere un corto circuito, proprio come per la cappella della Sindone 11 anni fa.
Ma chi li fa gli impianti elettrici a Torino???
Mah…
Comunque per questo castello mi dispiace particolarmente. Infatti se nella sua “Dark Bologna” sono le luci di San Luca a dare il ben tornato a Lucio Dalla, a me ci ha sempre pensato lui, il castello di Moncalieri. Appare con la sua imponenza rossastra sulla destra lungo la tangenziale, in cima alla collina del centro storico di Moncalieri, facendo da scenografica porta a Torino.
Un peccato. Davvero un peccato.
Tag: castello di moncalieri, corto cicuito, dark bologna, incendio castello moncalieri, lucio dalla, moncalieri, proclama di moncalieri, sindone, torino
Aprile 7, 2008 alle 2:08 pm |
Se non sbaglio il documento del proclama si è fortunatamente salvato. Al castello di Moncalieri e al Duomo aggiungici l’incendio scoppiato a Palazzo Madama: sempre per corto circuiti e sempre in occasione di lavori di restauro. A questo punto forse meglio non cominciarli neanche i lavori di restauro…
PS: intanto i responsabili restano sempre impuniti e noi continuiamo a pagare con le nostre tasse i milioni di euro di danni causati da questi dementi che non fanno bene il loro lavoro.
Aprile 7, 2008 alle 3:33 pm |
Davvero si è salvato Giorgio? Io ho letto che è andato bruciato, (anche su Wikipedia c’è scritto così), ma se è come dici tu sono proprio contento!
Aprile 7, 2008 alle 4:02 pm |
Da quanto è riportato su La Stampa http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200804articoli/6431girata.asp il documento sembrerebbe essersi salvato.
Aprile 7, 2008 alle 5:43 pm |
Benissimo allora! Sicuramente La Stampa è una fonte più attendibile, e grazie per l’info
Aprile 8, 2008 alle 1:15 am |
Beh Giorgio, bastasse pagare per iavere indietro ciò che invece, purtroppo, andato irrimediabilmente perduto. Io già mi dipingo le scene in quei cantieri quando c’è una qualche ristrutturazione: fili volanti, il chissenefrega qual simpatico modus vivendi, l’allegra cialtroneria degli ignoranti che fan spallucce ridendo alle spalle di chi paventa pericoli…