Mezzanotte.
L’abbaino della soffitta si aprì cigolando, ed il ragazzo sbucò con la testa poco al di sopra delle tegole malandate del tetto. Si guardò velocemente attorno: tutto tranquillo. Fece presa con le mani per sollevarsi ancora, per poi sgusciare oltre quell’apertura. Saltellò, tenendosi in equilibrio a pochi passi dal cornicione, ed infine appoggiò la schiena contro un comignolo e si accese una sigaretta.
- Micio? Micio? Tz! Tz! Tz! Micino!?- chiamò sottovoce.
No, gatti sui tetti non ce n’erano nemmeno quella sera. A pensarci bene non se ne vedevano più in giro da una vita. In compenso però, nei nove mesi passati dal 8 settembre a quel giugno del 1943, si erano cucinati i più saporiti ”conigli” di sempre…
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