“La sicurezza è l’ossessione del momento. Il centrodestra ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia, il nuovo governo l’ha messa al primo punto del suo programma, la politica tutta se ne occupa a piene mani, televisioni e giornali se ne riempiono. Poco importa che le statistiche dicano che non c’è alcuna emergenza. Quel che conta è la percezione della paura, l’esternalizzazione sul «diverso» delle insicurezze che contornano la vita e l’incubo di una prossima decadenza. Vale per tutti, persino di più per chi i privilegi li vive guardandoli in tv, attraverso i lustrini degli altri.”
[ Gabriele Polo su Il Manifesto di oggi ]


















7 Commenti
Maggio 21, 2008 alle 2:19 pm
Basta guardare una sola programmazione di Studio Aperto - TG di Italia 1 - per avere un quadro del tenore di catastrofismo e angoscia ansiogena che la gente ingurgita ogni giorno. A questo va aggiunta la precarietà quotidiana del lavoro e le difficoltà di usare i vantaggi del proprio status di occidentale “ricco” per diventare tutti razzisti e …. terrorizzati!
Si dovrebbe fare una ricerca sui media sudafricani, forse hanno lavorato nello stesso modo di quelli italiani, vista la terribile guerra tra poveri e poverissimi che si è venuta a creare.
Maggio 21, 2008 alle 4:08 pm
Dialogo delirante ma vero:
Una mia amica al telefono, disoccupata:
“Non ce la faccio ad arrivare a fine mese!”
“Se vuoi ti faccio assumere da me”
“Mah non so…. ho paura”
“Di che?”
“Che se prendo l’autobus mi violentano”
Il dopo Alemmano si sente anche a Torino
Maggio 21, 2008 alle 7:03 pm
Se invece dell’idea “Non dobbiamo avere paura” passa quella “Non dobbiamo avere paura di loro (i diversi), sono loro che devono avere paura di noi” è la volta buona che l’Italia finisce sulla casella “Torna indietro di 80 anni”.
Aloha StefsTM
Maggio 21, 2008 alle 8:11 pm
Foucault l’avrebbe definita la strumentalizzazione della paura al fine di consolidare il potere.
E avrebbe avuto anche ragione…
Maggio 22, 2008 alle 8:26 am
La citazione di Martina è perfetta. E’ appena tornato un mio amico da Nuova Delhi dove è stato per lavoro 4 settimane. La cosa che più lo ha colpito non riguarda né quelle abitudini, né il caldo ma la tolleranza. La tolleranza che a parte le fazioni politiche con ciò che ne discende, rende modello di vita più sereno.
Di certo mancano i toni ansiogeni che qui caratterizzano i media, mancano i sottoprodotti del reaganismo pur in un mercato del lavoro particolarmente vivace e soprattutto manca il senso del vuoto cosmico che tanto caratterizza questa parte di mondo: il nostro Paese.
Maggio 22, 2008 alle 2:07 pm
La politiche del governo nazionale in tema sicurezza e immigrazione… lascia molto perplessi.
Vi invitiamo a leggere il documento diffuso da un gruppo di credenti di Torino.
Se lo ritenete interessante potete anche sottoscriverlo: http://chiccodisenape.wordpress.com/2008/05/22/il-volto-di-ogni-uomo-e-immagine-di-dio/
Maggio 23, 2008 alle 9:28 am
Centro per Martina.
Con Roberta, invece, non sono d’accordo… come si fa a definire Studio Aperto un TG????
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