
E’ un peccato, ma lo posso capire: uno come me quando scrive qualcosa su Torino non è attendibile. Perchè la prima volta che sono andato via dalla mia città avevo 9 anni, e negli anni successivi sono ritornato e andato nuovamente via per varie volte. L’ultima ben cinque anni fa. Questo fa di me un patriota
.
Per questi motivi, quando venerdì ho letto su La Stampa dei 120 milioni di euro spariti dalla finanziaria per terminare la metropolitana di Torino ho subito pensato male…
E’ stata durissima respingere il tipico pensiero del torinese medio in questi casi: “ecco, come al solito, tutti ce l’hanno con noi”.
Poi però ho provato a fare un ragionamento diverso che man mano si è “affinato”.
Ho iniziato a chiedermi come mai un governo, un qualsiasi governo, può bloccare il completamento di un’opera di portata “storica” come la metro di Torino. Riducendo in questo modo il lavoro fatto negli ultimi anni ad una sorta di binario morto, un troncone che parte… e non arriva da nessuna parte.
Fino a qui si potrebbe obiettare che non si tratta nè più nè meno di una delle tante opere italiane iniziate e non concluse, ma non è affatto così.
Senza esagerare credo che la metropolitana di Torino dovrebbe essere una sorta di orgoglio nazionale. Perchè è la più teconologicamente avanzata, la più ecologica e la meno costosa d’Europa!
Nei tempi in cui viviamo, fa una certa impressione sentir dire “d’Europa” senza associare la frase ad una delle tante mancanze italiane. Ebbene, questa è una di quelle volte. Sempre più rare. Un’eccellenza che il governo Berlusconi ha deciso di buttare alle ortiche mentre il Paese stagna con infrastrutture obisolete, o peggio con progetti a dir poco discutibili…
Ma come mai?
Il cronico malpensante potrebbe azzardare un’ipotesi: Torino è governata dal centro-sinistra, ma soprattutto da uomini abbastanza capaci (ebbene sì…) che negli ultimi 15 anni (da Valentino Castellani in poi) ci hanno fatto assistere ad una sorta di straordinaria rinascita della città. Qualcosa di talmente grande e importante che ha addirittura lenito in noi torinesi lo storico senso di inferiorità a Milano. Per un governo di destra quindi, quale modo migliore di cominciare a favorire l’ardua rincorsa alla Regione ed al Comune, che tagliare fondi di fondamentale importanza? Così, durante la prossima campagna elettorale ci sarà qualcosa da buttare nel calderone delle critiche, magari dipingendo Torino come una sorta di Medellin. E’ un metodo collaudato che però, almeno nel capoluogo subalpino, non ha mai portato fortuna ai berlusconiani. Ricordo in questo senso la disastrosa campagna elettorale di Costa, e meglio ancora quella non più fortunata di Roberto Rosso, che portò al primo mandato l’attuale sindaco, il buon Sergio Chiamparino.
Allargando la visuale del discorso, gira voce che non solo Torino ma più in generale tutte le amministrazioni di centro-sinistra, stiano avendo qualche problemino in più rispetto a quelle “in sintonia” con il governo.
Fa eccezione Napoli, dove il governo (a modo suo, ovviamente) si sta dando da fare per riscuotere i meriti nella soluzione dell’emergenza rifiuti campana, sicuro del giudizio universale che tra un anno spazzerà via, ahimè anche comprensibilmente, Bassolino e soci.
Io a futura memoria appunto questa cosa qui sopra. Vediamo se nella mia ipotesi ho ragione oppure no. Intanto pare anche la Bologna di Cofferati si sia già aggregata al capoluogo piemontese nell’elenco delle città “mazziate”, mentre senza alcun dubbio l’occhio benevolo di Silvio Berlusconi rimane rivolto verso la sua Milano, e la rinconquistata Roma di Alemanno.
Solo coincidenze?


















9 Commenti
Giugno 24, 2008 alle 1:08 pm
Torino mi somiglia. Perché io sono nato a Torino. Io somiglio a Torino, perché qui sono nato.
Mi ha sempre dato fastidio il fatto che chiunque dall’esterno pensa a Torino come al posto “dove c’è la Fiat” perché il patrimonio culturale, architettonico e sociale è invidiabile in tutto il mondo. Molte delle attività che quotidianamente fanno da contorno alle nostre vite sono basate su tecnologie che partono da qui, si, proprio da QUI. La Rai di V. Verdi, il telefono, qui c’erano –prima che gli Agnelli facessero man bassa- qualcosa tipo OTTO piccole industrie automoblistiche… Autobianchi mi pare fosse di Torino, Lancia mi pare fosse di Torino… Abarth, si quella delle elaborazioni… dietro al Campo Volo di piazza Massaua, a Torino, continuo? Sapete perché il Teatro Regio si chiama così? I Savoia hanno barattato parte delle loro montagne medioevali per insediarsi qui e fare una “piccola Parigi” per invidia ai reali francesi… al Valentino abbiamo la copia di un castello (vado a memoria per cui posso sbagliare) in Val d’Aosta, a Fenis. Sapete che i reali (pazzi!) hanno commissionato ad architetti dell’epoca i rilievi per poi fare la copia esatta qui? Dove… a Torino…
Capitale del BAROCCO IN EUROPA… il corso più lungo d’Europa si chiama C.so Francia… a Torino guarda caso. La piazza più grande d’Europa aperta su tre lati si chiama Piazza Vittorio Veneto, a Torino di nuovo guarda caso parliamo dei cafè lettari?
… il blog di Torinodailyphoto è una risorsa IMPORTANTISSIMA per mostrare a tutti cosa c’è qui.
Io non conosco di persona chi lo gestisce ma ha tutta la mia ammirazione per il lavoro che fa ogni giorno…
Mi rincresce e mi dispiace molto di quanto sta accadendo in genere ai nostri soldi, di quanto certe situazioni che uno A FATICA mette in opera vengono poi demolite in un secondo da una decisione presa da persone che neppure sanno di cosa parlano.
Ma dove siamo è merito di come la città è stata diretta negli ultimi vent’anni… ed è un peccato buttare tutto alle ortiche perché se la gente “da fuori” non sa cosa abbiamo qui è anche colpa nostra.
Giugno 24, 2008 alle 1:28 pm
Mi associo ai complimenti per il Torino Daily Blog del caro amico Fabrzio. Il miglior blog fotografico su Torino, possiamo dirlo tranquillamente.
Caro Rob, il tuo discorso si sintetizza molto bene in questo video dal titolo “Torino, un segreto ben custodito”:
http://it.youtube.com/watch?v=YkKPxp-HrO8&feature=related
Giugno 24, 2008 alle 1:39 pm
Oh già…
Giugno 24, 2008 alle 7:14 pm
Alla fine mi è piaciuto così tanto che ho messo il video anche sul mio blog!!!!!
Giugno 24, 2008 alle 7:16 pm
[...] mi somiglia… Pubblicato Giugno 24, 2008 Pensieri e parole Punzecchiato da Massim. decido (in lacrime praticamente) di lasciare qui per i miei pochi lettori un video [...]
Giugno 24, 2008 alle 7:30 pm
io sono al contrario di te…
a torino ci sono venuto a vivere.
anche io mi arrabbio ogni volta che ci tolgono qualcosa, o quando per esempio la storica “Torino settembre musica” diventa “MI-TO”…
mi spiace tantissimo per una cosa: vorrei vedere tutti i lavori di torino terminati prima del 2011. festeggiamo 150 anni dell’Unità d’italia ed è previsto più afflusso che alle olimpiadi! vorrei che i turisti possano vedere una città in festa piena di gente, e non una città piena di cantieri vuoti…
Giugno 24, 2008 alle 9:56 pm
Alvaraalto: per prima cosa, benvenuto! Sono contento che anche ad un “torinese” acquistito diano fastidio certe cose. Di dove sei? Sono curioso…
Giugno 25, 2008 alle 7:49 pm
…la metropolitana è una di quelle poche operano che sono scampate al dramma del dopo evento…
(vedi lo stadio delle Alpi)…e rappresenta l’esempio che a volte i progetti vengono portati avanti anche dopo le manifestazioni che ne hanno dato il via…
Luglio 1, 2008 alle 4:36 pm
Per cominciare ringrazio e molto perché Torino Daily Photo non è altro che un piccolo segno di riconoscimento verso la mia città. Se piace, se è bello, il merito, ragazzi, non è mio ma della protagonista.
Per ciò che invece concerne questo tuo post Massim. mi sentirei di risponderti: “meno male”. Che questo Governo riconosca favori alle giunte di centro-destra e che il Governo precedente abbia inteso ingraziarsi Milano candidandola all’organizzazione della prossima Expo, non fanno che sottolineare entrambi il carattere di assoluta superiorità di Torino.
Si tengano quei soldi (fra l’altro anche nostri), diano credito agli amici degli amici, finanzino, promuovano, riconoscano, facciano e disfino… Comunque la mettiate di Torino vale sempre quanto ebbe a dire Umberto Eco. Gli altri si fottano.
Lascia una Risposta