Andrea Pininfarina

By massim

Uno come Andrea Pininfarina, alle 8 del mattino di una calda giornata d’agosto, te lo immagini a dormire beato nelle lussuose cabine di uno yacht ancorarato a Montecarlo. Al massimo, se mattiniero, seduto al tevolino di un grande albergo della Costa Smeralda con davanti Milano Finanza, accanto a fette biscottate spalmate di ogni genere di deliziosa marmellata.
E invece no.
Con uno scarno sms di TimNews te lo ritrovi morto a 51 anni sull’asfalto di una strada del torinese, investito mentre guidava a 40 all’ora la sua Vespa grigio topo. Tutta perfettina ma un po’ banale, se paragonata ad una Ferrari di quelle firmate da lui.
Andava a lavorare alle 8, come ogni mattina. Come molti dei suoi operai o impiegati, che tutti insieme valevano quanto una briciola della sua dichiarazione dei redditi. 
Magari poveri Cristi, che però in questo periodo si sono presi il lusso di due o tre settimane di ferie. Che in una anonoma giornata di agosto si sono svegliati alle 11 in una pensione di Riccione, mentre lui alla stessa ora giacveva già in una cassa di zinco.
La vita è strana.
E la fortuna non è mai dove sembra.

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Una Risposta a “Andrea Pininfarina”

  1. giorgio Dice:

    Belle parole Max. Quello che mi fa riflettere ogni volta che capitano queste tragedie, oltre a quanto hai fatto notare nel tuo post, è come la vita possa venire spazzata via così improvvisamente quando meno te lo aspetti: come un interruttore che spegne la luce. Tac. Immagino Andrea Pininfarina (o chiunque resti vittima di incidenti mortali accidentali) uscire di casa e, forse, salutare qualcuno della sua famiglia senza sapere che quello sarà l’ultimo saluto. Per sempre. Oppure immagino la moglie e i figli spensierati al mare progettare una bella giornata di vacanza e sole nello stesso istante in cui la persona a loro più cara se ne va, a distanza di centinaia di chilometri fra loro…

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