
Piove.
Da oggi il Piemonte è una regione governata dalla Lega Nord. Il centro-sinistra ha perso e Roberto Cota è il nuovo presidente per poco più di 9000 voti. Un decimo di quelli che sono serviti ai fans di Beppe Grillo per portare a casa il 4% che ha condannato alla sconfitta Mercedes Bresso.
La Val Susa ha votato in massa per il Pdl ma con punte del 30% ai “grillini” a Venaus. Una disfatta da inserire a pieno titolo tra le più dolorose della sinistra moderna. Una storia di traditi e di traditori. Solo che non è chiaro chi sia l’uno e chi l’altro. La Bresso ha tradito i No-Tav o i No-Tav hanno tradito la Bresso? O forse entrambe le parti si sono tradite in momenti diversi?
Rimane la sconfitta. Il sospetto, in Val Susa e non solo, di essere caduti dalla padella nella brace.
Altri dati: il PdL è primo partito piemontese (26%), la Lega sfonda la quota stratorferica, in queste latitudini, del 16%. Il candidato leghista ha vinto in tutte le province meno che in quella di Torino. Per ora, il villaggio di Asterix resiste. Tra due anni chissà.
Molto interessante è anche capire quanto vale, in termine di denaro, un posto nel consiglio regionale piemontese. Vale oro: 16 mila euro al mese per una decina di mezze giornate al mese passate tra commissioni e voto in aula. Lo dicono qui.
E intanto continua a piovere.
Da quando c’è Cota questa regione è diventata invivibile!
(foto: La Stampa)
Indietro? Indietrissimo!
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=48929
http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/03_marzo/31/ru486_cota_cerchero_lasciare_in_magazzino_le_pillole_gia_ordinate,23624390.html
E neanche è arrivato…
Solo per precisione :
Il Presidente Cota, per nulla affaticato dalla campagna elettorale si è subito messo al lavoro ed ha affrontato uno dei più gravi problemi della Regione Piemonte: il patrocinio della Regione Piemonte al Pride di Torino.
Pare, infatti, che nel corso di una trasmissione televisiva il neo Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota abbia dichiarato più volte: “Dovrò revocare il patrocinio al Gay pride”.
Nel ringraziarlo per l’attenzione vorremmo confortare lui, il suo staff e i suoi solerti collaboratori: nessuno ha mai chiesto, né alla precedente amministrazione né a quella attuale, il patrocinio per il prossimo Pride.
Ora il Presidente può prendersi una meritata pausa e con calma dedicarsi, più in là nei tempi, a questioni meno urgenti e meno sentite dalle donne e dagli uomini di questa regione: il lavoro, la crisi economica, la sanità.
Daniele Viotti
Coordinatore del Coordinamento Torino Pride LGBT
31 Marzo 2010