
Il contributo dei partigiani sovietici alla guerra di Liberazione italiana è stato considerato per troppo tempo un fenomeno marginale. Spesso il loro sacrificio è stato volutamente ignorato per non attribuire meriti ad una ideologia, quella comunista, considerata negli anni del dopoguerra una minaccia per l’Occidente. Eppure quei ragazzi di poco più di vent’anni, provenienti dalle parti più remote dell’Unione Sovietica, si schierarono generosamente al fianco dei partigiani italiani nei mesi più cruenti della guerra al nazifascismo, condividendo con essi il grande sogno della libertà. Furono circa cinquemila e venivano da molto lontano. Russi, georgiani, ucraini, armeni, tutti ex soldati dell’Armata Rossa catturati dai tedeschi e costretti ad arruolarsi nei battaglioni Ost della Wehrmacht. Detestati dal resto dell’esercito nazista per i loro continui tentativi di fuga e per la loro disorganizzazione, i soldati delle Ostruppen si trovarono oggetto di uno strano scambio di prigionieri sull’asse Berlino-Roma.
Dopo l’8 settembre, i sovietici fuoriusciti dai campi di prigionia fascisti trovarono rifugio nelle zone controllate dai comandi partigiani e si unirono alla guerriglia nella lotta contro il nazifascismo.
La loro presenza dal 1943 in poi venne segnalata in tutto il nord Italia, da ovest ad est, ed il loro doppio addestramento, prima nell’Armata Rossa e poi nella Wehrmacht, si rivelò il valore aggiunto per molte scorribande partigiane.
Nel solo Piemonte* i sovietici amici dei “ribelli” erano oltre settecento, attivi soprattutto nelle valli Susa e Sesia, mentre in Friuli si costituì addirittura una brigata partigiana a parte, il “Battaglione Stalin”, stanziato in Val D’Arzino.
Impavidi, pare non indietreggiassero mai di fronte alle raffiche dei mitra, mantenendo sempre strenuamente la posizione. Insegnarono inoltre a molti giovani partigiani l’arte della guerra e su di loro si fantasticò molto. Si raccontò, ad esempio, che fossero soliti allungare l’acqua da bere con la nafta e che il loro aspetto da “russi” li facesse trovare molto affascinanti agli occhi delle donne italiane. Forse era vero, forse no.
In tanti non riuscirono a far ritorno in Unione Sovietica e sommarono il loro sangue a quello versato dai ragazzi italiani. È il caso di Danijl Varfolomeevic Avdveev, il “comandante Daniel”, medaglia d’oro al valor militare della Repubblica Italiana. Cadde nel 1944, vittima di una controffensiva nazista nella zona di Amaro (Udine), dove lo “Stalin” combatteva i nazisti al fianco del battaglione garibaldino “Matteotti”.
In una intervista rilasciata nel 2005 a “Rinascita della sinistra”, l’ambasciatore russo in Italia, Aleksej Yutrevich Meshkov, ha indicato in 458 il numero delle tombe di partigiani sovietici sparsi nei cimiteri delle città italiane. Ottantasei nel solo Sacrario della Resistenza del cimitero Monumentale di Torino (qui l’elenco dei nomi che sono riuscito a censire: http://massim.wordpress.com/2010/08/28/elenco-partigiani-sovietici-torino/ ).
Ai sovietici che riuscirono invece a far ritorno in patria toccò una sorte addirittura più crudele. In URSS, i valorosi ex prigionieri ingaggiati della Resistenza italiana, vennero accusati di tradimento per essersi arresi in prima battuta ai tedeschi. Alcuni vennero giustiziati, altri mandati nei gulag siberiani dove, per ironia della sorte, trovarono ad attenderli gli stessi nazisti contro i quali avevano combattuto.
Frammenti di vite nascoste dietro il marmo di una lapide incisa con nomi sbagliati o italianizzati. Troppi i partigiani sovietici rimasti ignoti, mentre altri ancora sono ricordati soltanto dallo pseudonimo usato in battaglia. Negli ultimi istanti, prima di entrare nella nostra storia senza celebrazioni.
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– Il Giornale del Friuli, 25/09/2010
* Le informazioni riportare in questo articolo sui partigiani sovietici nella resistenza piemontese sono arrivate fino a noi grazie a “Rukà ob ruku – Fianco a fianco” , documentario prodotto dall’Associazione Culturale Russkij Mir di Torino. Un prezioso lavoro senza il quale molte testimonianze storiche sarebbero andate perdute.
Grazie caro Massimo per l’informazione!!!
Sono Olga Babak, sono nata e vovo ad Odessa la citta’ Ucraina, sono la ricercatrice dell’argomento “I partigiani sovietici nella resistenza italiana”. Per molto importante ogni informazione che ho trovo!!! Grazie mille!!!
ho il suo sito: http://www.lavita-odessita.narod.ru, dove ho scritto in russo quasi tutto che gia’ trovato… Forse avete ancora l’informazione, scrivi a me per favore!!!
Con stema, Olga!!!
Tutto quello che riguarda la ns.storia di Liberazione , mi interessa enormemente, per cui avrò anche delle domande da fare in seguito. ivana
@ Olga: Grazie! Visiterò il tuo sito e ti scriverò prossimamente.
@ Ivana: se posso, risponderò volentieri alle tue domande.
Hello, caro Massimiliano!
Having got acquainted with the maintenance of your article (massim.wordpress.com/2010/08/28/elenco-partigiani-sovietici-torino/) has decided to write to you about the Soviet citizens from the published list – how their names are written down in documents of the Military-memorial centre of the Ministry of Defence of the Russian Federation/Военно-мемориальный центр (ВМЦ) Министерства Обороны Российской Федерации: in the passport of burial place N 339-57 (you can read details in the letter – 06 Оt. 2010 12:35:58).
On May, 3rd, 1991 the list of the buried has been assured by the signature of colonel K. Impazido (Commissariato generale Onoranze caduti in guerra).
Here so the passport of burial place N 339-57/”паспорт захоронения N 339-57″ (“it is buried all – 85 persons, are known names – 57, are unknown names – 28″).
I have also the information about died in Altay territory in 1943-1944 (in the city of Slavgorod) patients of special hospital N 1512 – prisoners of war the Italian soldiers.
Con stema,
E.Platunov, Barnaul, Altay territory
Caro Massimiliano, mi sembra che le informazioni che tu riporti siano tratte in maggior parte dal documentario -Rukà ob Ruku. Fianco a fianco. Partigiani sovietici nella Resistenza italiana- che l’Associazione culturale Russkij Mir di Torino che io dirigo ha prodotto nel 2006. Mi fa piacere che tu diffonda queste informazioni ma mi sembrerebbe corretto anche indicare le fonti. Con l’occasione ti informo che stiamo terminando un secondo documentario, che sarà pronto nei prossimi mesi, e che tratta in particolare del Sacrario della Resistenza di Torino a cui hai dedicato l’altro tuo articolo. Se vuoi ti terremo informato sull’andamento di questo lavoro. Auguri per la tua ricerca e a presto. Anna Roberti
Cara Anna, ti ringrazio per il tuo commento e mi scuso se ho dimenticato di citarvi. Rimedio subito aggiungendo il link della vostra associazione.
Aspetterò volentieri l’uscita del vostro nuovo documentario sul Sacrario della Resistenza. Nell’articolo che citavi ho provato a mettere online una lista di nomi dei partigiani sovietici sepolti al Monumentale di Torino.
Grazie mille e a presto!
Caro Massimiliano, grazie molte per i link. Il nostro secondo documentario si chiama “Nicola Grosa Moderno Antigone”, a questo link c’è la prima traccia
http://www.fctp.it/movie_item.php?id=1526&pageID=4&type=2
In realtà poi la storia si è andata sviluppando in parte in altre direzioni, ora stiamo cercando di dare un nome ad alcuni ignoti sovietici dissepolti da Grosa e ri-sepolti al Sacrario della Resistenza di Torino, o i cui nomi erano stati riportati in modo sbagliato. E’ un’impresa folle ma siamo a buon punto. In particolare lavoriamo sui partigiani russi e ucraini fucilati in Valle d’Aosta, al bivio tra Nus e Fenis, e a quelli georgiani caduti sul Colle del Lys. Ti terrò sicuramente informato. Un abbraccio. Anna
Sono io che devo ringraziare te, cara Anna.
Avevo sentito parlare della straordinaria figura di Nicola Grosa, ti faccio quindi i miei sinceri complimenti per il documentario. Ma soprattutto, in bocca al lupo per la vostra bellissima ricerca! Vi auguro di cuore di riuscire a portarla a termine nel migliore dei modi. So che sono parole scontate, ma ci tengo a dirti che il vostro impegno, oltre che lodevole, è davvero importante. Forse in questo momento storico più che mai.
Sarò felicissimo di ricevere le vostre novità. Quando vuoi puoi trovarmi qui o alla mia mail ( massim979@yahoo.it ).
Un caro saluto e… ancora in bocca al lupo!
Massimiliano