Piero Fassino a caccia degli indecisi (Pagina)

Piero Fassino ne è sicuro: «La vittoria è a portata di mano ma ora bisogna prenderla». Intervenendo alla presentazione dei candidati del Partito Democratico alla carica di consiglieri comunali e circoscrizionali, l’aspirante sindaco del centrosinistra non ha esitato a definire i prossimi giorni di campagna elettorale come fondamentali per raggiungere un risultato positivo. «Il 20% dei cittadini sceglie per chi votare nell’ultima settimana», ha spiegato «bisogna quindi convincere quel 20% che fa la differenza». Per riuscirci, il suo tour cittadino ha fatto tappa ieri sera al circolo De Angelis, un basso fabbricato incastonato tra i palazzi di via Foligno, ritrovo storico dei simpatizzanti di sinistra nel quartiere di Madonna di Campagna.
Il candidato del PD è apparso consapevole del vantaggio che i sondaggi continuano ad attribuire al suo schieramento. L’80% dei torinesi considera positiva l’eredità lasciata dalla precedente amministrazione e il lungo applauso tributato a Sergio Chiamparino ne è la prova, tuttavia l’invito di Fassino alla platea è chiaro: «Non diamo ancora per scontato nessun risultato». L’avversario da battere è Michele Coppola, nominato una sola volta prima di cominciare a illustrare i dettagli della sua idea per governare Torino. Si comincia da quella che l’ex segretario dei DS considera come la «priorità delle priorità»: il lavoro, perché «quando vado in giro per la città una persona su due mi parla del figlio o del nipote che non ha lavoro, o se ce l’ha è incerto o precario».
Dai giovani agli anziani. Fassino, immaginando una città solidale, che riesca concretamente a non lasciare da solo nessuno, ha richiamato un dato su cui riflettere: Torino è il capoluogo che ha la più alta percentuale di nuclei familiari costituiti da una sola persona, 185.000 su 400.000. «Quello della solitudine è un grande tema nella vita della gente» ha insistito, insieme all’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente. Se l’esperienza del centrosinistra torinese continuerà, verrà dato nuovo impulso alla trasformazione delle ex aree industriali iniziato dalla giunta Chiamparino. «Venendo qui sono passato per la Spina 3 e io ricordo bene com’era l’incrocio di corso Svizzera quando c’erano ancora le Ferriere e la Savigliano». Eppure sono quattro milioni i metri quadrati delle strutture industriali ancora dismesse, erano dieci milioni fino a pochi anni fa, spazi che secondo Fassino rappresenteranno non solo un’ulteriore occasione per proseguire un cambiamento urbanistico, ma anche uno strumento per alzare la qualità della vita, riducendo il divario tra il centro e le periferie. Un argomento che in un quartiere come Madonna di Campagna rappresenta l’incipit per introdurre un tema caldo, quello legato alla sicurezza. «Costruire una città dove nessuno abbia paura non è solo una responsabilità dei carabinieri e della polizia ma anche del Comune». Stop quindi a vie buie ed edifici abbandonati per favorire la costruzione di impianti sportivi e circoli che permettano una sana aggregazione dei cittadini nei quartieri.
In ultimo Piero Fassino ha inserito tra le grandi sfide dei prossimi anni quella che Torino continui a essere un grande laboratorio per la cultura. Prima di scappare verso un altro incontro con gli elettori ha quindi invitato la platea d un applauso per l’assessore Fiorenzo Alfieri, presente in sala. «È lui l’artefice principale di questa esplosione culturale di Torino», una delle armi migliori su cui oggi il successore di Chiamparino sa di poter contare.
«Possiamo vincere queste elezioni anche al primo turno», ha concluso, e al di là di ogni scaramantica prudenza è chiaro che questo sia il vero obiettivo del centrosinistra.
 

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