Torino, 24 giugno 2011 – Fuochi d’artificio per la festa del santo patrono della città.


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È un’esondazione di uomini, donne, bambini, cani e saltimbanchi, età diverse, facce di tutti i tipi, tacchi vertiginosi, scarpe comode, piattini pieni di pasta, gelati, cannucce, canottiere e baci. In coda per un trancio di pizza. In coda per un pezzo di festa. Giù da via Po, chilometri a piedi, pur di avere almeno un angolo di marciapiede da cui guardare il cielo di Torino. E quando uno applaude i fuochi d’artificio, applaude sempre anche un po’ se stesso. Qui si festeggia il com’eravamo e il come siamo diventati. Torino, nello specifico, una città pazzesca. [...]
Non c’è nulla di simile a Genova, Firenze, Napoli o Roma, bisognerebbe avere il coraggio di dirlo senza retorica, ma anche senza pudore.[Niccolò Zancan - La Stampa]