Tutta colpa della febbre da “oro rosso” che negli ultimi anni ha contagiato anche la nostra città, alimentando un enorme mercato clandestino.
Il rame, largamente utilizzato nell’edilizia, nei trasporti, nell’elettrotecnica e nell’industria, è resistente alla corrosione, robusto, flessibile e può essere riciclato al 100% senza perdere le sue capacità. Da qui il moltiplicarsi dei roghi, spinti dalla quotazione a rialzo di questo metallo che è ormai arrivata a circa 10 euro al chilo.
Secondo i dati della Polizia, a rubare il rame sono soprattutto bande di nomadi e in particolare cittadini di nazionalità rumena che cercano un guadagno facile rivendendolo ai grossisti. Bastano uno zainetto, delle tronchesine e un quarto d’ora per guadagnarsi la giornata rubando una vasta schiera di oggetti che va dai tombini, alle grondaie, agli ornamenti funebri dei loculi. Ma sono soprattutto i cavi delle linee ferroviarie a finire sotto tiro dei predoni di oro rosso. L’ultima operazione della Polfer per questo genere di reato ha portato venerdì scorso all’arresto di un romeno di 33 anni, sorpreso a tagliare una trentina di metri di cavi alla stazione Dora. Il rame che non viene intercettato dalla polizia finisce spesso in Lungo Stura Lazio e in altri accampamenti cittadini dove per essere ripulito dalle guaine di gomma viene bruciato, provocando bruciore agli occhi e difficoltà respiratorie.
Lo scenario descritto da alcuni operai dell’Iveco e dalle molte persone di zona Barca che negli ultimi mesi hanno scritto lettere di protesta alla Stampa è quello di una piccola Terra dei Fuochi torinese dove si convive con la presenza dei fumi nocivi. Per ora l’amministrazione comunale non è ancora riuscita a fornire adeguate risposte ai cittadini del quartiere, e anzi il fenomeno dei roghi va a sommarsi con la già difficile convivenza con una baraccopoli che sembra essere ormai fuori controllo.
Poco prima di Natale i continui danneggiamenti dei nomadi avevano portato il presidente del canile ENPA di via Germagnano a riconsegnare le chiavi della struttura al sindaco Piero Fassino. In compenso nella via sono nate recentemente nuove baracche e di sera si accendono altri fuochi.
