Festivalrevolution

nullVerso le 23.30 Antonella Clerici, in visibile imbarazzo, cerca in ogni modo di riportare la calma tra le proteste dell’Ariston: “esistono le regole, c’è il televoto del popolo sovrano”.
Che strano, basta togliere il “tele” davanti a “voto” per scoprire che anche Maurizio Gasparri dice più o meno le stesse cose da circa due anni.
Ieri sera il mistero del popolo sovrano si è ripetuto anche a Sanremo: nel dissenso generale, una maggioranza invisibile ha deciso i nomi dei tre finalisti del 60° Festival.
Eliminata la favoritissima Malika Ayane (probabilmente perché troppo brava), eliminati Povia e Cristicchi (probabilmente per eccesso di contenuti nel testo), fuori anche tutti gli altri compresa Arisa con il suo terzetto in stile Cetra.
E’ decisamente troppo. In sala si scatena un pandemonio (video). L’orchestra, che dall’alto della sua esperienza avrebbe dovuto indirizzare le preferenze del pubblico, si ritrova schiacciata dalla malvagia macchina da tele-guerra di Maria De Filippi. Congegno infernale che funziona sempre, anche su RaiUno.
I maestri capiscono così di non aver contanto un fico secco e si ribellano: gettano gli spartiti all’aria, girano i pollici verso il basso. La Rivolta dei Tromboni raggiunge l’apice quando dall’alto, le agguerritissime guarinigioni arroccate in platea urlano il loro “vergogna, vergogna!”. Di più: “venduti, venduti!”
Il provvidenziale ingresso di Maurizio Costanzo, con l’aiuto di Mike Bongiorno in diretta dall’aldià, evita che un violinista o un flautista qualsiasi sia tentato di togliersi una scarpa sbattendola sul palco per protesta, come come Kruscev all’Onu.
Alla fine, un Marco Megnoni sanguinante (ma forse era un gioco di luci) arraffa un terzo posto alle spalle degli impresentabili Pupo, Emanuele Filiberto e dello sconosciuto tenore martirizzato dal testo stucchevole della canzone scritta del principe.
Il popolo è sovrano, ma spesso non capisce una mazza.
Nella notte sanremese vince quindi “Per tutte le volte che” di Valerio Scanu (via Amici), con una canzone sdolcinata e forse orecchiabile solo nel ritornello. Evidentemente apprezzatissime dall’Anonima Votanti Sovrani, le rime  forzate degne del miglior Checco Zalone: come si fa a ” far l’amore in tutti i laghi”? Cos’è, un tour erotico tra il lago Trasimeno e il lago Maggiore del quale non sono al corrente? Dettagli
Stamattina, nell’istant poll de La Stampa, ritorna di nuovo a stravincere Malika Ayane.
Il popolo è sovrano. E spesso tardivo.

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