Imbrattata la lapide di Pinelli

nullSe la sono presa anche con il povero Pinelli. 
Hanno imbratto con della vernice rossa una delle lapidi che a Milano ricorda il ferroviere anarchico morto nel 1969.
Chi? I soliti italidioti sempre a zonzo per le vie di questo paese che spesso si scorda anche di se stesso. 
L’ho saputo dal blog di Alberto.  
Sui reali motivi del gesto non si sa nulla, l’unica cosa sicura è che si è trattato di un atto molto equivoco, oltre che stupido. Equivoco perché i vandali hanno colpito uno solo dei due marmi intitolato a Pinelli in piazza Fontana.
La prima lapide, quella risparmiata, recita: “A Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico ucciso innocente nei locali della Questura di Milano”.
La seconda, quella imbrattata, era stata voluta dalla giunta del sindaco forzista Albertini, e dice più o meno le stesse cose: “A Giuseppe Pinelli, innocente morto tragicamente nei locali della questura di Milano”.  
Una sfumatura. Puntigliosa e un tantino irritante se vogliamo, per ricordare un povero Cristo volato giù dalla finestra durante un interrogarorio della polizia.
Pinelli era sospettato di aver messo la bomba che provocò la strage di piazza Fontana. Accusa infondata.
“Dice che  stata una disattenzione della maestra” cantava Vasco Rossi in Asilo Republic riferendosi alla vicenda della morte di Pinelli, “e subito uno si è buttato giù dalla finestra”.
Quella maestra, presente all’interrogatorio, era il commissario Luigi Calabresi.
Il resto è storia. Da non dimenticare.

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