Pagina 45

Ci sono dei lettori che forse conoscono Black Russian meglio di me che l’ho scritto.
Dico questo perché recentemente, una delle persone che ha comprato il libro al Salone, mi ha contattato per complimentarsi e per dare una nota di merito particolare al capitolo che inizia da pagina 45. Ha scritto precisamente così: “da pagina 45”.
Ovviamente mi sono tenuto i complimenti. Appena ho potuto però, sono andato a rileggere con curiosita’ il testo della pagina 45. Ebbene, ho “scoperto” che si tratta di uno dei passaggi più divertenti del romanzo. Sì, perché Black Russian è un thriller, ma a volte si ride…
Più precisamente, tra pagina 45 e 46 si descrive lo sbarco di Mariello, simpatico funzionario della polizia partenopea amante della buona cucina, all’aeroporto albanese di Tirana. Eccone un estratto:

Un piccolo balzo sull’Adriatico. Invitandoci ad allacciare le cinture, un’hostess ci avvertì del prossimo atterraggio a Tirana. Una scaletta instabile, una bandiera rossa con le aquile, qualche centinaio di metri su una pista dissestata ed arrivammo davanti al volto inespressivo di un militare albanese in tuta mimetica.
“Italian?” ci chiese.
“Italian, italian! Napoli! Do you know Maradona? Calaiò? No? Che ignoranza! Ma in che mondo vive questo…”
Il formarsi di un piccolo capannello di militari mi fece capire che il borsone di Mariello, anche in questo caso, non era passato inosservato e che il tesserino della Digos lì a Tirana non avrebbe funzionato. Alle nostre spalle gli altri viaggiatori cominciavano a farsi insofferenti. Con le sue discussioni il poliziotto napoletano aveva bloccato la fila. Alla fine, parecchio scocciato, si decise a tirar fuori la chiave del lucchetto. Appena la cerniera si aprì, il contenuto del borsone del Calcio Napoli lasciò i militari albanesi a bocca aperta….

[Black Russian, Sogno Edizioni, pag 45 ]

Finzioni, ovviamente.
Mi sono divertito, visto che sono uno scrittore e posso far apparire vero quello che voglio, a descrivere uno spaccato grottesco della polizia napoletana. Cose assurde che nella realtà non potrebbero mai capitare. Mai e poi mai. O forse sì? 😀

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