Napolitano a Torino

Quando se ne va la Littizzetto, sull’altro angolo di piazza Castello iniziano a muoversi tante bandierine tricolori. C’è allegria e sembra di stare ad una festa di paese: ecco il miracolo italiano. 
Arrivano tre auto blu e scendono i bodyguard. – Presidente! Presidente! Qui, Presidente!-
Siamo tutti accalcati, c’è chi tende la mano e chi scatta foto. – Il presidente arriva alle 17.30 – dice uno della sicurezza.
Arriva Chiamparino. E’ senza scorta e riceve un mare di applausi. – Dato che c’è tempo… – ci dice e si avvicina a noi per stringerci la mano. Qualcuno si chiede quanto gli manca alla fine del mandato. Cioè quanto manca al villaggio di Asterix della sinistra italiana prima del ricevere il prossimo assalto delle orde berlusconiano-leghiste già al governo in regione.  
L’attesa continua tra spintoni e chiacchiere di vecchi alpini piemontesi. All’ora prestabilita, tutto si consuma in pochi secondi: Napolitano passa tra le due ali di folla, saluta tutti ed entra a Palazzo Reale. Si vede che ha fretta, un’italiana ha vinto il Roland Garros ed il presidente le deve telefonare.
– Beh, tutto qui? – Il tizio accanto è un po’ deluso, poi si guarda la sua bandierina e dice alla moglie: – Sai che faccio? Questa me la riciclo per i Mondiali! –

Giorgio Napolitano (2)

Aspettando il presidente

Giorgio Napolitano (1)

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