Le due Coree al Mondiale

nullIniziano i mondiali di calcio e quando il pallone rotola, di solito, i cannoni tacciono. Questo almeno è ciò che si augurano nelle due Coree dove da settimane, in seguito al sospetto affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, la tensione si taglia col coltello. La sfida questa volta si sposterà distante dal consueto terreno di scontro ed al 38° parallelo si sostituiranno i gironi di Sudafrica 2010, dove le due nazioni-sorelle si daranno battaglia a distanza sui campi da gioco.
La Corea del Nord è stata inserita da sorteggio nell’ostico girone G, insieme a Brasile, Costa d’Avorio e Portogallo; mentre la Corea del Sud dovrà competere nel girone B con Grecia, Argentina e Nigeria. Poco probabile, a meno di clamorose sorprese, assistere ad uno scontro diretto ad alta tensione come quelli disputati nella fase di qualificazione al Mondiale. In quelle occasioni, come prevedibile, ha avuto la meglio la squadra di Seoul, prima classificata. Poche sorprese in questo senso, la Corea del Sud è la squadra asiatica che può vantare i più importanti successi calcistici. Con otto partecipazioni è la più presente nella coppa del mondo e quella che è riuscita ad anche arrivare più in alto nella competizione. Se lo ricordano bene i tifosi italiani, che nel 2002 hanno dovuto patire l’eliminazione della propria nazionale, sconfitta negli ottavi di finale dai Guerrieri di Seoul, al termine di una contestatissima partita che ha visto come assoluto protagonista l’arbitro equadoregno Moreno. Con buona pace di selezioni di grande tradizione calcistica come Portogallo e Spagna, la Corea del Sud ha poi proseguito il suo cammino mondiale fino ad arrivare ad una impensabile semifinale. Un traguardo difficile da ripetere e viziato dal sospetto di generosi favori arbitrali per favorire quella che era una delle due nazioni ospitanti. In Sudafrica il CT Huh Jung Moo potrà contare sull’esperienza del capitano Park Ji-Sung, bomber del blasonato Manchester United e di Park Chu-Young, in forza al Monaco. Nella formazione c’è anche una vecchia conoscenza italiana, si tratta dell’ex “perugino” Ahn, autore della rete del K.O. all’Italia di Trapattoni nel già citato mondiale del 2002. Proprio in quella partita, i tifosi sudcoreani mostrano uno striscione di scherno verso gli azzurri che dice: “Again1966”. In molti nel belpaese sono letteralmente saltati sulla sedia, comprendendo bene il richiamo alla più incredibile e dolorosa sconfitta nella storia della Nazionale Italiana: la disfatta contro la meno blasonata delle due Coree, quella del Nord, ai Mondiali inglesi del 1966. La storia è nota. Dopo un pre-mondiale esaltante, l’Italia è costretta a rimandare la qualificazione agli ottavi all’ultima partita del girone, in quella che si è trasforma nella fatal Corea: una sconfitta che dopo oltre quarant’anni mette ancora i brividi. Lo storico gol vittoria della Corea del Nord arriva al ‘42 del primo tempo, segnato dallo sconosciuto Pak Doo Ik. Agli azzurri, tramortiti e irriconoscibili, non basta tutto il secondo tempo per avere ragione di una squadra di dilettanti. Pazzesco. Eppure, a sentire Valcareggi, vice di Fabbri, quei coreani “a vederli giocare sembrano una comica di Ridolini”. Risultato: pomodori e insulti al ritorno a casa dell’Italia, gloria e onori per la Corea del Nord e soprattutto per Pak Doo Ik. Un signor nessuno su cui, dopo quella partita, si sprecano fiumi di inchiostro. La dolorosa beffa è sapere che il giocatore che ha rispedito a casa la prestigiosa Nazionale Italiana, allora già due volte campione del Mondo, è un semplice caporal maggiore del regime di Pyongyang. Uno che non poteva nemmeno sognarsi la fantasia di Gianni Rivera e che al massimo era abituato a prendere a calci le patate nei refettori tristi dell’esercito nordcoreano. Chissà se gli iscritti a “Ai mondiali di calcio noi tifiamo Corea del Nord”, gruppo neonato su Facebook, conoscono questa incedibile storia…

 – Il Giornale del Friuli, 12/06/2010

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