Ricomincia con Dickens la nuova vita di Anna Chapman

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“E questa è la fine. Egli scompare all’ombra del sospetto, imperturbabile nel cuore, dimenticato, non perdonato, ed estremamente romantico.” Avremmo potuto usare proprio questa frase del Lord Jim di Conrad per commentare l’uscita di scena di Anna Chapman, la bella spia russa amante della dolce vita e dei social network.
L’avevamo lasciata venerdì scorso a Vienna, su un aereo in partenza per la Russia, nello scambio di spie tra USA e Russia più plateale dagli ultimi vent’anni. A fare da sfondo non c’era il solito ponte Glienicker con le Zil del KGB in attesa di ripartire verso Mosca con manovre sincronizzate in stile cinema sovietico d’annata, tuttavia il risalto dato all’operazione dell’FBI dalla stampa di tutto il mondo ha fatto comunque assumere a quelle immagini rubate un rigoroso sapore d’altri tempi. Il merito, se così possiamo chiamarlo, va in buona parte proprio a lei, che mandando a monte la copertura di altri dieci agenti segreti dell’SVR per una telefonata al papà, ha fatto in modo che noi tutti conoscessimo questa storia. Riusciremo mai a ringraziarla abbastanza?
Eppure eravamo quasi rassegnati a perderne inesorabilmente le tracce già dopo il suo ritorno nella ben poco mondana provincia russa. Quasi ce la immaginavamo, risucchiata per sempre dai corridoi cupi di qualche palazzone post-sovietico del servizio segreto russo, condannata a scontare chissà quali terribili punizioni per quella sua leggerezza, che ha coperto di ridicolo quel glorioso apparato che in passato ebbe l’onore di annoverare tra i suoi capi niente meno che Vladimir Putin in persona.
E invece tutto ciò non è accaduto. Anna Chapman l’abbiamo ritrovata, sana e salva, sulla sua pagina di Facebook, la stessa in cui erano state scovate le immagini osé che hanno contribuito a renderla famosa come una vera Bond girl.
Il 9 luglio, a sorpresa, è tornata online per scrivere sulla sua bacheca virtuale una frase di Charles Dickens: “È stato il migliore dei momenti, è stato il peggiore dei tempi”.
Parole che crediamo probabilmente riferite al suo stato d’animo, ora che è tornata ad essere soltanto Anya Kushchenko, cittadina russa. Il Regno Unito le ha revocato la cittadinanza acquistata grazie ad un matrimonio del 2001. Quindi, “l’Agente 90-60-90” (così è stata ribattezzata dalla stampa americana) dovrà rassegnarsi a perdere anche il cognome che le ha permesso per anni di camuffarsi nella frizzante comunità della Grande Mela.
Insomma Anna Chapman, rampante sexi-spia al soldo di Mosca, non esiste più. Ecco allora che la frase di Dickens può sembrare un tentativo di sopravvivere al dispiacere di aver perso in un solo colpo il suo fruttuoso lavoro di copertura negli Stati Uniti, l’appartamento di Manhattan da 4000 dollari al mese e tanti amici da coltivare allo scopo di spillargli informazioni sensibili.
Già, gli amici… In questo periodo il profilo della Chapman su Facebook sta avendo un andamento altalenante. Appena appreso dello scandalo che l’ha portata in manette con l’accusa di spionaggio, molti suoi contatti si sono affrettati a rinnegarla. Come accade in questi casi, i primi a defilarsi sono stati alcuni nomi noti, che hanno addirittura negato di averla mai conosciuta in qualsiasi modo.
Altre persone invece, soprattutto uomini americani che sembrano non brillare in patriottismo a stelle e strisce, stanno facendo richiesta per ottenere la sua amicizia virtuale. “Una bella spia russa ha appena accettato la mia amicizia” ha esultato un tizio della Florida “se non mi sentite per un po’ potrei essere stato scambiato come prigioniero. Vi invierò della vodka da Mosca…”
Per consolare il pubblico dallo shock per la sua improvvisa partenza, un sito di gossip ha addirittura creato una rubrica di spy-news. Secondo una indiscrezione ancora non confermata, la Chapman avrebbe già accettato l’offerta del Newsweek di raccontare la sua storia in esclusiva e addirittura Angelina Jolie, novella spia cinematografica, vorrebbe incontrarla al più presto a Mosca.
A ben vedere insomma, le opportunità di carriera alla rossa Anna non mancano. Le foto dei suoi occhi verdi, profondi e misteriosi, diffuse dalla stampa internazionale hanno diffuso la sua popolarità ben oltre gli Stati Uniti. In Russia, un po’ tutti i giornali parlano di lei e a Volgograd, la città in cui ha vissuto per 17 anni, è già diventata un personaggio da imitare. C’è chi la vorrebbe testimonial cittadina per il rilancio del turismo e chi si prefigura per lei un posto da deputato alla Duma. E tutto questo solo per aver “brillantemente” mandato all’aria i piani dei servizi segreti del suo paese. Come dire, il mondo alla rovescia.
Le fini menti dello spionaggio che fu si staranno rivoltando nella tomba. Ma c’è da rassegnarsi, nemmeno le spie sono più quelle di una volta…

 –  Il Giornale del Friuli, 18/07/2010

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