Torino d’Agosto

L’afa soffocante è un lontano ricordo di luglio. Il clima, quando è buono, è decisamente gradevole.
Ci sono in giro meno macchine e di notte si dorme bene. Poi però c’è il solito idiota che si diverte a a scatenare tutti i cavalli della sua Yamaha alle 3 di notte, svegliandomi con un mezzo infarto.
Di giorno si va in centro dove c’è gente, ma non troppa. Qualche torinese e parecchi turisti. “Turisti??” Chissà quando smetteremo, noi torinesi, di stupirci di questa cosa…
Torino d’agosto è godibile come mai durante l’anno. Chi se ne va non sa quel che si perde. Certo, ci sono i cantieri: corso Trapani da evitare, corso Regina (altezza Mole) da evitare, piazza Baldissera da stra-evitare… Che ci si può fare,   “Torino non sta mai ferma”, no?
Fermo invece sembra essere il commercio cittadino. Molti negozi sono chiusi e chi rimane aperto lamenta la mancanza di gente. 
Mi rifugio nella solita  pizzeria ma anche qui tira aria di crisi. La cameriera è triste perché fa pochi coperti, mentre il  ristorante cinese dell’angolo ha la fila fuori.
Questa sera suonano gli U2. E’ il concerto più importante dai tempi di Madonna, dicono…
Superga mi sembra più bella del solito. La guardo dal balcone, o meglio me la immagino perché la miopia galoppa. Comunque, illuminata e regale, lì sospesa tra cielo e terra ha un non so che di poetico. Così spizzico qualche pagina de “La bella estate” e penso frequentemente a Pavese. Tra pochi giorni sono sessant’anni dal suo suicidio in una stanza dell’hotel Roma e io ho voglia di ricordarlo un po’. Forse allora domenica me ne andrò a fare un giro per le sue Langhe, a Santo Stefano Belbo o giù di lì. Voglio passeggiare tra le colline con in mano una copia de “La luna e i falò”.
La mia Torino d’agosto è popolata di suggestioni.

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