Sassoli esclude Vendola dalle primarie (Pagina)

Il no di Bersani a blindare la Festa Democratica è stato rispettato solo in parte. Dopo l’episodio del fumogeno lanciato verso il segretario Cisl Bonanni, la penultima giornata di dibattiti ha visto il palco di piazza Castello sorvegliato da sette agenti della Guardia di Finanza in assetto antisommossa e da alcuni poliziotti in borghese.
Ospiti del consueto incontro delle 17, l’eurodeputato del PD David Sassoli e la vicepresidente del Senato Emma Bonino hanno parlato della politica estera italiana, non risparmiando critiche al governo.
Già in apertura Sassoli è stato molto duro nel giudicare l’atteggiamento tenuto da Silvio Berlusconi nel recente viaggio in Russia: «Siamo davanti a un governo che rappresenta il paese in modo ridicolo».
Le indiscrezioni sulla movimentata notte moscovita del premier hanno tenuto banco anche nell’intervento della storica esponente radicale: «Purtroppo siamo ormai abituati alla “Strategia del cucù” del Cavaliere… Ma ti pare che uno accoglie il cancelliere tedesco facendo cucù?».
Le situazioni a volte comiche create da Silvio Berlusconi nei suoi incontri con i leader degli altri paesi mondiali nasconderebbero secondo Sassoli anche un risvolto drammatico: «Scusatemi, ma io quando si parla del governo di Putin in Russia non riesco a non pensare ad Anna Politkovskaja». Il nome della giornalista russa uccisa nel 2006 in circostanze mai del tutto chiarite è stato seguito da un lungo applauso del pubblico.
Proprio le amicizie “particolari” del presidente del consiglio con dittatori e presidenti di democrazie discutibili sono state l’argomento su cui la Bonino ha voluto soffermarsi: «Pensate alla visita di Gheddafi, si parla tanto dell’aspetto kitsch della faccenda ma non si parla del destino degli immigrati respinti dalla Libia e di dove vanno a finire…». Un’occasione colta al volo anche per tirare sonoramente le orecchie agli alleati del Partito Democratico, troppo superficiali nell’aver votato in aula l’accordo con il Colonnello proposto dal PdL.
Particolarmente interessante è stato in questo caso il paragone con una vicenda poco nota al pubblico che la Bonino ha tenuto a raccontare. Anche nel luglio scorso il governo italiano avrebbe tentato di stipulare un patto di partenariato con un paese poco raccomandabile sul piano dei diritti umani. «Il Sudan! Ricordare il presidente al-Bashir sospettato di crimini contro l’umanità? Ecco, per fortuna questa volta siamo riusciti a bloccare l’accordo in attesa di comprenderlo meglio».
Sul fronte interno Sassoli si è detto sicuro che «la crisi arriverà». «Le primarie? Si faranno, ma attenzione, parteciperà solo chi è entrato nell’Ulivo». Parole che sono sembrate un modo per mettere definitivamente spalle al muro Nichi Vendola, inducendolo a entrare nella futura coalizione di centrosinistra.
D’accordo sulle primarie anche Emma Bonino, che ha voluto però puntualizzare che «se ci saranno, non ci dovranno essere preclusioni sui nomi dei candidati». Infine la vicepresidente del Senato ha voluto ricordare le sue origini piemontesi (è nata nel 1948 a Bra, in provincia di Cuneo): «Mi sento un po’ sabauda, questa terra mi ha dato anche questo».
Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in Politica, Torino e Piemonte e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.