Transnistria: ora in rosso ci sono anche i conti pubblici (Il Giornale del Friuli)

A vent’anni esatti dalla autoproclamata indipendenza dalla Moldavia, la Transnistria, piccola repubblica di stampo sovietico, rischia il collasso economico.
I dati diffusi di recente dall’agenzia di stampa ufficiale del regime Olvia Press indicano chiaramente un deficit nel bilancio dello stato pari a circa il 70%: 180 milioni di dollari di entrate contro 470 milioni di dollari di spesa. Insomma, il rosso del socialismo reale alla moldava pare aver tinto pericolosamente dello stesso colore anche i conti pubblici.
Secondo quanto affermato dal dittatore transnistriano Igor Smirnov, la colpa della crisi sarebbe da imputare in buona parte all’atteggiamento ostruzionistico tenuto dalla nemica Moldavia per danneggiare lo sviluppo economico del paese. Una versione da prendere con le molle, così come con eguale prudenza sono da considerare le cifre fornite dallo pseudo ministero delle finanze, che ha convertito con assoluta disinvoltura in dollari americani il valore (quale?) dei fantasiosi rubli della Transnistria.
Cifre a parte, l’annuncio dell’interruzione dei finanziamenti biennali da parte della Russia avvenuto in luglio e l’apparente presa di coscienza dell’amministrazione di Dimitri Medvedev delle presunte attività illecite della principale banca transnistriana, porterebbero a pensare che il conflitto ancora in piedi tra la repubblica separatista e la Moldavia si stia avviando lentamente verso una conclusione.
La Transnistria, la cui esistenza non è riconosciuta da nessun paese al mondo, ha resistito nel 1992 all’aggressione militare dell’esercito moldavo e romeno, grazie soprattutto all’appoggio della Russia. Diciotto anni dopo, il Cremlino protegge ancora il regime anacronistico di Smirnov con la presenza di 1650 soldati, che garantiscono il presidio di un territorio strategico per il transito del gas. L’interesse russo è quindi entrato apertamente in rotta di collisione con i piani di allargamento dell’Unione Europea ad est, verso la Moldavia, ed il punto interrogativo sulla sorte della piccola repubblica fantasma pare aver assunto una rilevante importanza negli equilibri diplomatici tra Russia e UE.
Proprio recentemente, la complicata questione transnistriana è stato uno dei temi principali sul tavolo dell’incontro del presidente francese Sarkozy e della cancelliera tedesca Angela Merkel con i vertici di Mosca. L’ipotesi al momento più avvalorata per la risoluzione del conflitto vedrebbe la Moldavia entrare a far parte dell’Unione Europea insieme alla Transnistria, alla quale verrebbe riconosciuto lo status di autogoverno territoriale. Rimane solo da capire quale contropartita verrà chiesta dai russi per ritirarsi definitivamente da quella striscia di terra moldava, in cui tra statue di Lenin e bandiere rosse, il tempo sembra essersi fermato.

 – Il Giornale del Friuli, 30/10/2010

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