Birmania e dintorni

“È iniziato ieri pomeriggio il rientro dei birmani, in maggioranza di etnia karen, costretti a rifugiarsi in Thailandia dagli scontro di lunedì tra esercito birmano e miliziani ribelli. Il consistente flusso di ritorno di 25-30mila profughi, accolti in campi di fortuna predisposti dall’esercito thailandese, si è incrociato con uno minore di nuovi fuggiaschi. […]
La battaglia per Myawaddy, era stata attivata domenica pomeriggio dall’occupazione di alcuni edifici pubblici da parte dei miliziani della Brigata 5. Un’azione dimostrativa tesa a tastare la capacità di reazione del regime in un momento delicato e a ribadire la non disponibilità dei gruppi che da sempre si battono per una consistente autonomia ad una resa delle armi che aprirebbe le porte a un’assimilazione violenta. Davanti anche un palcoscenico mediatico aperto sul voto-farsa che, coinvolgendo la vicina Thailandia, ha garantito maggiore visibilità internazionale all’azione dei ribelli. Come ha ribadito ieri all’agenzia Fides un sacerdote di etnia karen nell’area di confine fra Thailandia e Myanmar: «I gruppi karen contestano le elezioni e sono insoddisfatti del potere birmano. Temiamo ora un aumento della violenza e del conflitto. A soffrire saranno soprattutto i civili. La lotta armata dura da decenni”.

Stefano Vecchia, Avvenire

Della Brimania, dei karen e della loro lotta lunga oltre mezzo secolo, ne avevo parlato in questo articolo.

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