Juve per sempre sarà…

"Juve per sempre sarà..." (2)

“Vabbè dai… è andata com’è andata…comunque ci siamo divertiti, no? Sì, ha fatto piacere anche a me, e poi dai nostri posti il campo si vedeva proprio bene”.

Ti dico così mentre siamo appena usciti dall’Olimpico dopo Juventus-Roma e stiamo camminando lungo via Filadelfia. Per i nostri ha segnato Iaquinta, poi nel recupero del pimo tempo l’arbitro ha generosamente concesso un rigore ai giallorossi: 1-1, con le immancabili polemiche.
“Però il rigore non c’era, eh! No, non l’ho visto bene, però… non c’era! Ne sono sicuro!”.
Adesso camminiamo in corso Agnelli e all’incrocio con corso Sebastopoli ci sono dei capannelli di tifosi come noi, ancora con le sciapette bianconere al collo.  Anche loro dicono che il rigore non c’era. Decido che possiamo fidarci. E’ gente che se ne intende, molto intelligente… si vede dalla faccia.
“Sì, Traorè è stato bravo e anche Sorensen. L’hai visto quando ha fatto quell’azione… ah, era Felipe Melo? Vabbè è uguale, tanto…”
Le luci dell’Olimpico spariscono alle nostre spalle mentre costeggiamo le file di banchi chiusi del mercato rionale. Il cielo c’è. Ci deve essere. Ma non si vede. E non c’entra la notte di Torino, è colpa piuttosto di questa insistente nebbiolina che si ostina a sfocare ogni cosa. Anche i pensieri più recenti.
“Un arbitraggio pessimo, comunque! Sì, davvero una vergogna… La prossima volta che sento qualcuno dire che la Juve ruba…”.
Ma vuoi sapere cosa sto pensando? Beh, sto pensando che quando tra quindici o vent’anni riparlerò della partita di stasera, quasi sicuramente non mi ricorderò del gol di Iaquinta, del braccio di Pepe o del rigore di Totti. Mi verrà in mente invece l’immagine di noi due che cantiamo a squarciagola l’inno della Juve, tesi ed emozionati come due ragazzini, con gli occhi rivolti alla Scirea.
“…JUVE, STORIA DI QUEL CHE SARO’…”.
Migliaia di persone, tutte lì per due colori e una maglia. E’ difficile spiegare a chi non è un tifoso quanto tutto questo non sia poi tanto stupido. Difficile spiegare perché, ogni domenica, questo popolo disomogeneo canta, spera e si dispera, gioisce, incita, critica ed esalta. In fondo, caro Thomas, credo che l’essenza del calcio sia tutta qui: “…JUVE PER SEMPRE SARA’… JUVE PER SEMPRE SARA’…”.

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