Romania, risolto il mistero della salma di Ceausescu (Il Giornale del Friuli)

Ora anche l’anima dello spietato dittatore rumeno Nicolae Ceausescu potrà riposare in pace.
A ventuno anni dalla sua fucilazione avvenuta nel corso della cruenta rivoluzione anticomunista scoppiata in Romania nel 1989, l’esito dell’esame del dna ha confermato senza ombra di dubbio che il corpo riesumato a luglio nel cimitero di Bucarest è proprio quello dell’ex dittatore. Il giudizio sulle atrocità commesse dal regime comunista rumeno viene così consegnato definitivamente ai libri di storia, dissipando per sempre ogni ombra di mistero sulle ore successive alla fucilazione del suo leader.
Per Nicolae Ceausescu l’errore fatale fu di continuare a credere follemente fino alla fine che il popolo rumeno lo amasse. Con questa incrollabile quanto assurda convinzione il 21 dicembre 1989 decise imprudentemente di fare ritorno in Romania, dopo un viaggio di stato in Iran, ignorando che la rivoluzione anticomunista innescata a Timisoara si fosse ormai estesa in tutto il paese. A Bucarest il discorso in diretta televisiva di Ceausescu venne sopraffatto dai fischi e dalle ingiurie della gente, una protesta che in tanti anni di tirannia non si era mai vista. La risposta disperata dell’esercito ancora fedele al regime fu quella di sparare sulla folla in piazza Universitatii e in piazza Romana. Alla fine anche i generali crollarono e le truppe passarono dalla parte della rivoluzione. A proteggere la vita di Nicolae Ceausescu e sua moglie Elena rimasero poche decine di persone appartenenti alla guardia presidenziale. Contro di loro un intero popolo inferocito dalla miseria e accecato dalle vessazioni della dittatura.
Il 22 dicembre Nicolae ed Elena Ceausescu decollarono con un elicottero senza avere una destinazione precisa, nell’estremo tentativo di salvarsi la vita. Uno strampalato piano di fuga che durò poco. L’elicottero fu costretto ad atterrare platealmente su un’autostrada in seguito ad un guasto meccanico, un incidente che segnò anche la loro fine. Prontamente catturati, i coniugi Ceausescu vennero accusati di crimini contro lo stato, genocidio e distruzione dell’economia nazionale. Nicolae ed Elena vennero fucilati dopo un processo sommario il giorno di Natale del 1989, mentre su Bucarest già sventolavano le “nuove” bandiere rumene a cui era stato tagliato via l’emblema centrale del regime.
Da allora i due figli dei Ceausescu, Valentin e Zoe, non hanno mai smesso di sollevare forti dubbi sulla reale identità delle salme seppellite frettolosamente nel cimitero di Ghencea. Un possibile mistero che nel 2008 una sentenza della Corte d’appello di Buscarest ha deciso di risolvere, autorizzando la riesumazione dei corpi.
Al momento dell’apertura della bara, di Nicolae Ceausescu era rimasto soltanto il cappotto blu forato dai proiettili del plotone d’esecuzione e delle ossa di uno scheletro qualsiasi, sepolto sotto ventun anni di storia della nuova Romania democratica.

 –  Il Giornale del Friuli, 13/11/2010

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