Nazarbayev, il presidente immortale (Il Giornale del Friuli)

Il Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev è un uomo straordinario. È invidiato addirittura da Silvio Berlusconi, un privilegio per pochi. «Andate tutti in vacanza in Kazakhstan: lì c’è un signore che è mio amico» aveva detto non a caso il premier italiano nel 2008 «ha il 91% dei voti e ha fatto cose incredibili». Le cose fatte saranno state anche incredibili, ma una percentuale così alta dovrebbe risultare immediatamente sospetta, oltre che a far nascere qualche lecita domanda a qualsiasi cittadino cresciuto in un paese democratico. Ad esempio: che fine fa quel 9% di kazaki che ha il coraggio di ribellarsi ad un despota, cioè quello che buona parte del 91% si limita a serbare segretamente e prudentemente nel cuore?
Eppure, all’indomani della visita in Kazakistan di dieci giorni fa, secondo Berlusconi il consenso del presidente kazako sarebbe ancora salito di un punto: «Ho visto i sondaggi fatti da una autorità indipendente che ti hanno assegnato, Nursultan, il 92% di stima e amore del tuo popolo. È un consenso che non può non basarsi sui fatti».
I fatti: Nursultan Nazarbaev, proveniente dalla nomenclatura sovietica, è presidente del Kazakistan ininterrottamente dal 1991. La sua ultima rielezione è stata contestata duramente dall’OCSE, perché priva dei criteri basilari della democrazia, cosa che di fatto il Kazakistan non è. (Per eventuali conferme chiedete pure un parere a Flavio Signani, il manager dell’ENI condannato a sei anni di reclusione per essere stato trovato in possesso di 120 grammi di hashish e ora sepolto vivo nelle prigioni dell’impeccabile presidente Nazarbayev). Questo enorme paese dell’Asia centrale è piuttosto una dittatura personalistica, in cui Nazarbayev detiene direttamente il potere esecutivo, legislativo e giudiziario. Insomma, con l’Italia non c’è partita e anche Berlusconi ha dovuto arrendersi all’evidenza: questo settantenne kazako è più bravo di lui.
Tuttavia all’amatissimo leader centroasiatico manca ancora qualcosa. La ciliegina sulla torta della sua straordinaria figura di statista: l’immortalità. Così secondo quanto sostiene il quotidiano britannico Guardian, Nazarbayev avrebbe incaricato i geniali scienziati dell’istituito di ricerca di Astana di scoprire il segreto della vita eterna: «Come medicina del futuro, la gente della mia età spera sul serio che tutto questo accada il prima possibile». Insomma, una specie di Cocoon kazaka in cui, ovviamente nell’interesse della nazione, il presidente vitalizio si trasformerebbe in un dittatore eterno. Cosa potrebbe mai desiderare di più il popolo del Kazakistan?

 – Il Giornale del Friuli, 18/12/2010

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