Transnistria: condannato a 15 anni il freelance Vardanyan

Qualche mese fa mi ero occupato del caso di Ernest Vardanyan, il giovane giornalista incarcerato in Transnistria (link; link):

Vardanyan, stimato freelance, collaboratore dell’agenzia di stampa Novy Regione e del giornale moldavo Plus, è stato arrestato il 7 aprile scorso a Tiraspol, capitale della fantomatica Transnistria, con l’accusa di spionaggio in favore della “nemica” Repubblica Moldava.
QUI il mio articolo completo pubblicato sul Giornale del Friuli del 24 luglio scorso.

Oggi mi è giunta la notizia della sua condanna a 15 anni di carcere da parte della Corte Suprema della Transnistria. Vardanyan è stato ritenuto colpevole di alto tradimento e spionaggio a favore della Repubblica di Moldavia.

“È assurdo. Non ci può essere tradimento verso uno stato che non esiste”. Basterebbero queste parole del vicepremier moldavo Viktor Osipov per descrivere l’odissea del giornalista Ernest Vardanyan, da mesi in ostaggio delle autorità della autoproclamata repubblica di Transnistria, costola ribelle della Moldavia.

Alcune fonti di informazione sostengono che nel corso del processo, Vardanyan si sia dichiarato colpevole dei reati a lui contestati, così come aveva già fatto a maggi in una confessione trasmessa allora dalla tv pubblica transnistriana. In quell’occasione il giornalista si era addirittura dichiarato membro del NIB, il servizio segreto moldavo.

In video il giovane è apparso molto provato. Le sue dichiarazioni, probabilmente estorte con minacce e torture da manuale, sono state precedute dalle parole soddisfatte dell’inquietante ministro della Sicurezza transnistriano Vladimir Antyufeyev, alias Vladimir Sherstov, già accusato di crimini contro lo Stato della Lettonia in seguito alla strage di Riga del gennaio 1991.
La versione dei fatti di Vardanyan è arrivata solo recentemente con un messaggio orale portato alla conoscenza del pubblico grazie al coraggio di un addetto alla sicurezza del carcere in cui è detenuto. “Non sono né una spia né un traditore”, ha tenuto a dire pregando la gente di credere nella sua innocenza e sostenendo di aver ammesso delle colpe non sue sotto l’effetto di droghe.

Nonostante la sentenza permangono quindi intatti i dubbi sullo svolgimento del processo che ha condannato Vardanyan, vista anche la singolare posizione della Transnistria sul piano del diritto internazionale. La striscia di terra oltre il fiume Dnestr è di fatto una repubblica fantasma non riconosciuta da nessun paese, il cui territorio appartiene ancora ufficilamente alla Moldavia. Cioè la stessa nazione per la quale Vardanyan è accusato di aver compiuto attività di spionaggio…

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