Rotonda infernale, ingorgo assicurato (Pagina)

Sergio fa il taxista da dieci anni e di attese al volante se ne intende, eppure quando apre lo sportello della sua Fiat Marea è davvero sconsolato: «Un dramma, ogni volta qui è un vero dramma».
La chiamano la “rotonda infernale” ed è uno dei punti più critici del traffico torinese nelle ore di punta. Siamo in corso Mortara, in quella parte di città occupata un tempo da grandi insediamenti industriali (Teksid e Michelin) e ora trasformata in una nuova zona residenziale. Ogni sera, dalle 17 in poi, si formano lunghe file di macchine provenienti dai due lati del corso. A queste si sommano le vetture in arrivo da via Livorno e via Orvieto, tutte dirette verso lo stesso punto: la “rotonda infernale” in cui terminano tutte e quattro le direttrici.
Puntualmente, quando la quantità di vetture in transito aumenta, il risultato in corso Mortara è sempre lo stesso: traffico paralizzato, clacson impazziti, automobilisti furibondi e autobus costretti a lasciare a piedi i passeggeri sconsolati. Centinaia di auto costrette a circumnavigare la stretta corsia d’asfalto che costeggia il cantiere del futuro tunnel di collegamento con via Borgaro, un’opera necessaria in vista dell’inaugurazione del Parco Dora a marzo 2011, ma che in questi mesi sta creando seri problemi alla viabilità cittadina.
«È una situazione insostenibile – dice una dipendente della Seat – ogni sera mi trovo imbottigliata in questa rotonda e a volte per passare ci vogliono delle ore. Ma quando chiuderanno questo cantiere?».
Purtroppo, per gli automobilisti di corso Mortara le brutte notizie non sono finite. Lunedì scorso il Comune ha chiuso per un anno il sottopassaggio di corso Regina Margherita, allo scopo di rendere possibile l’avanzamento dei lavori del passante ferroviario su corso Principe Oddone. Una scelta che comporta inevitabilmente un ulteriore aumento del traffico veicolare verso la temuta rotonda. Piove sul bagnato.
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