La lunga notte di Minsk: il popolo contro l’usurpatore Lukaschenko

La lunga notte di Minsk è terminata. I colpi sordi dei manganelli contro il popolo inerme hanno mostrato il volto più feroce di Aleksander Lukaschenko e della sua dittatura.
I brogli sull’esito delle elezioni presidenziali di ieri, denunciati dai candidati di opposizione, hanno spinto in poco tempo 40.000 persone a radunanrsi nelle piazze principali di Minsk, per chiedere delle nuove consultazioni libere e democratiche.
Secondo gli exit poll indipendenti, Lukaschenko non avrebbe infatti ottenuto il 79% delle preferenze come annunciato dal regime ma soltanto il 31% , percentuale che renderebbe necessario un secondo turno di votazioni.
“Se non ci sarà il secondo turno del voto, significa che Lukashenko è un usurpatore”, ha detto Sergei Kalyakin, responsabile del comitato bielorusso Per le elezioni libere ed eque.

Andrei Sannikov, uno dei candidati democratici alla presidenza, ha invece affermato che il regime di Lukaschenko è ormai crollato e ha invitato le forze di opposizione ad unirsi in un governo di salvezza nazionale.
Verso le 23, le forze speciali dell’esercito hanno attaccato i manifestanti in piazza Indipendenza. La folla aveva precedentemente circondato il Palazzo del Governo urlando degli slogan contro il regime.

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Anche il candidato Andrei Sannikov è stato colpito duramente dai colpi di manganello dei poliziotti in assetto antisommossa. Il tentativo di trasportarlo in ospedale è stato fermato da altri agenti che hanno continuato a malmenarlo. Proprio in quegli istanti sua moglie, Irina Khalip, è stata arrestata dagli uomini del KGB bielorusso assieme ad altre centinaia i manifestanti.
L’ultimo tentativo del regime di Lukaschenko per imbavagliare la stampa si è concretizzato alle 04.00 di questa notte con l’attacco al sito indipendente Charter97 da parte degli hacker del governo .
Oggi a Minsk ci sono -13 gradi sottozero e nevica. Una nebbia fastidiosa avvolge il perimeto rettangolare di piazza Indipendenza, come se anch’essa cospirasse per coprire i misfatti della dittatura. E’ mattina, eppure in Bielorussia sembra notte fonda.
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(Foto e video da Charter97)

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