La Fiom e il “contratto della vergogna” (Pagina)

TORINO – La Fiom sceglie piazza Castello per dire ancora una volta no all’accordo su Mirafiori del 23 dicembre scorso.
Il primo sabato di saldi a Torino si trasforma in questo modo in una metafora con cui Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom, descrive la difficile situazione degli operai Fiat: «Il lavoro non è una merce e quindi non può essere in saldo».
La preoccupazione delle decine di lavoratori presenti al presidio per quello che chiamano “l’accordo della vergogna” è palpabile, ma il clima in piazza Castello non è più quello delle grandi adunate operaie degli anni Sessanta. Il sindacato deve dividersi l’area all’ombra di palazzo Madama con la piccola folla radunata da un artista di strada, e con il viavai distratto dei cacciatori di svendite invernali. Attaccati a dei fili che corrono lungo i lampioni, ci sono però i testi delle quarantamila adesioni a sostegno dell’azione della Fiom raccolte dalla rivista Micromega. Una partecipazione virtuale. Ormai si usa fare così.
Nel suo intervento, Giorgio Airaudo chiama più volte in causa il nuovo “signor Fiat”, Sergio Marchionne: «Se ne è capace, produca ancora automobili a Torino senza mettere in discussione i diritti dei lavoratori». Parla poi della comprensibile paura che si respira ai cancelli di Mirafiori per l’ipotesi di chiusura, la stessa che ha spinto le altre organizzazioni sindacali a sottoscrivere l’accordo. «È normale avere paura quando un signore che guadagna quattrocento volte più di te e che è amico del presidente degli Stati Uniti minaccia di farti perdere il lavoro, ma se un’organizzazione sindacale cerca di convincerti che non ha più senso lottare allora quel sindacato non serve più».
La cancellazione del Contratto Nazionale è il primo tema caldo per la Fiom. Il responsabile auto lo dice chiaramente e ripercorre la storia del sindacato metalmeccanico «nato prima della Cgil e prima della Fiat». Un sindacato che ha sottoscritto il primo Contratto Nazionale e che quindi «ora non accetterà di firmare l’ultimo».
Airaudo ha anche annunciato per il 12 gennaio una fiaccolata, con partenza da piazza Statuto, a cui parteciperanno anche il segretario generale della Fiom Maurizio Landini e il direttore di Micromega Paolo Flores D’Arcais. «Sarà una fiaccolata per la libertà del lavoro. Noi faremo in modo che i lavoratori non si sentano mai soli. Continueremo a informare la cittadinanza anche se l’opinione pubblica dimostra di aver già capito che la questione non riguarda solo i lavoratori di Mirafiori, ma riguarda tutti».

 

 

 

 

 
  – Pagina, 09/01/2011

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