I 200 metri più lunghi del mondo (Pagina)

More about Il mondo in una piazzaTutto ha inizio con un’aggressione, quella che il giovane Fiorenzo subisce una sera d’estate del 2002 al parco del Valentino di Torino. Trovatosi suo malgrado nel bel mezzo di una guerra tra bande di nordafricani a colpi di acido, il ragazzo rimane ferito e finisce in ospedale.
Con questo antefatto inizia Il mondo in una piazza – Diario di un anno tra 55 etnie, opera prima e ben riuscita dello scrittore torinese Fiorenzo Oliva, pubblicata da Stampa Alternativa.
Per vincere il comprensibile senso di timore verso il diverso che un’esperienza così traumatica potrebbe generare, Fiorenzo sceglie un’originale terapia d’urto: andare a vivere per un anno a Porta Palazzo, il quartiere più multietnico della città.
«Ogni torinese può raccontare vicende notturne ambientate tra queste strade. Si tratta sempre di narrazioni avvincenti, ai confini tra realtà e fantasia. Automobilisti solitari fermi ai semafori rossi, a cui vengono tagliate le gomme: tempo di accorgersene, di scendere dall’auto e prendere il cric nel bagagliaio, che qualcuno entra in macchina rubando quel che può».
Appena trasferito nel quartiere, la vita del pur volenteroso Fiorenzo diventa fin da subito molto difficile. Tra turbolente notti di guerriglia urbana, spacciatori petulanti e bande di ragazzini di colore sempre pronti alla Zidane (micidiale mossa degli scippatori nordafricani), anche il solo rincasare dopo una giornata di lavoro diventa un’impresa non immune da rischi.
Fiorenzo dovrà così inevitabilmente fare i conti con la realtà turbolenta di un quartiere storico, da cui però gli italiani se ne sono andati quasi tutti. Chi rimane lo fa a suo rischio e per amore incondizionato di un luogo, senza dubbio affascinante, come Porta Palazzo: una grande piazza che di giorno ospita il mercato scoperto più grande d’Europa, popolata da voci, colori e odori, ma che di notte diventa un luogo malfamato dove addirittura le volanti della polizia si avventurano controvoglia. Un mondo a parte, che dista però solo duecento metri dalle strade della movida torinese: «I duecento metri più lunghi del mondo…».
Il racconto di Fiorenzo Oliva è, per buona parte del libro, un’ostinata cronaca della costante tensione che si respira ogni notte nei dintorni di piazza della Repubblica. Un ring in cui si «incontrano e si scontrano l’Europa, l’Africa e l’Asia». Altre volte il racconto diventa un interessante esperimento sociologico, dove il protagonista e autore cerca in tutti i modi di capire le diversità, confrontandosi accanitamente con le persone che vivono quell’angolo ingrato del cuore di Torino. E con quelle che lo subiscono…
“Il mondo in una piazza” è un libro di poco più di duecento pagine che si legge in una serata e non si scorda più. Da consigliare a chi vive a Torino, ma anche a chi vive in qualsiasi altra città italiana in cui c’è un ghetto. Un mondo a parte qualsiasi con cui si rischia prima o poi di dover fare i conti.
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.  Pagina, 16/02/2011

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