Welcome to Parco Dora

Ci siamo. Mancano poche ore all’inaugurazione di 3 dei 5 lotti del Parco Dora: 450.ooo mq sui quali un tempo sorgevano alcune tra le più importanti fabbriche torinesi (Teksid, Savigliano, Michelin…), finalmente pronti per essere restituiti alla città.
Un  nuovo parco quindi, ma meglio chiarici subito: scordatevi la Pellerina o il Valentino! La bellezza di Parco Dora bisognerà saperla… interpretare. Sarà infatti il primo parco post-industriale d’Italia, vagamente simile a quello sorto sulle ceneri delle acciaierie Thyssen nel Bacino della Rohr. Stesso architetto e stessa mentalità per un progetto già criticatissimo ma indubbiamente affascinante, almeno per gli appassionati di archeologia industriale come me.
Detto questo, la presentazione di oggi pomeriggio conserva anche altri motivi di interesse. Parco Dora sarà (spero di non sbagliare!) l’ultima opera pubblica inaugurata da Sergio Chimparino in questi suoi ultimi giorni di permamenza a Palazzo di Città.
Altra cosa interessante sarà la presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sua Eminenza, Gianni Letta. In realtà il parco doveva essere inaugurato dal presidente Napolitano, ma immagino che il completamento solo parziale dell’opera abbia convinto lo staff del Quirinale a cambiare programma, concentrandosi sul centocinquantenario dell’Esercito. Ecco spigata la presenza  a Torino Ovest di Letta.
Sono un po’ curioso di vedere da vicino l’uomo che secondo alcuni è addirittura più potente di Silvio Berlusconi. Il grande tessitore dei rapporti tra le istituzioni e il governo, il numero uno tra i papabili alla carica di prossimo Presidente della Repubblica.
Chissà se il Sottosegretario arriverà a bordo della sua Maserati di stato, quella che la Fiat aveva donato a Berlusconi ma che lui non si è mai filato.
Gianni Letta è di un personaggio piuttosto taciturno, il che non ha fatto che accrescere negli anni l’ombra di mistero che avvolge il suo ruolo. Chissà cosa dirà. Se parlerà…

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