La lunga notte degli antinuclearisti (Pagina)

Alla stazione di Avigliana la lunga notte degli ambientalisti in attesa del treno nucleare termina alle 5:10. Tre convogli passano sfrecciando a distanza di pochi minuti uno dall’altro, accompagnati dai fischi delle duecento persone che fin da ieri sera avevano dato vita ad un presidio antinuclearista. Il primo serve da staffetta, l’ultimo è un locomotore militare, in mezzo c’è il treno infernale: quello con i container zeppi di materiale radioattivo da spedire in Francia.
Anche quello che doveva essere il secondo dei dieci trasporti di combustibile nucleare esausto dal deposito di Saluggia alla centrale di La Hague è riuscito a lasciare il Piemonte, nonostante le proteste dei gruppi NO-NUKE, gli stessi che in sole 72 ore sono riusciti nell’impresa di organizzare ben tre manifestazioni lungo il tragitto del treno.
A seguire l’evento ci sono soprattutto alcuni siti di informazione antagonista come Infoaut, che trasmette via Twitter le notizie dai vari presidi. Da Torino anche la storica Radio Blackout segue l’evolversi delle manifestazioni e per completare la stupefacente copertura dell’evento c’è anche una improvvisata diretta streaming.
La notizia della partenza del primo locomotore da Vercelli arriva quando è già notte fonda. A Chivasso qualche decina di persone controllate da pochissimi poliziotti aspetta vicino ai binari un treno che non arriverà mai. Alle 2:30 il presidio si scioglie appena giunge voce che il convoglio con i vagoni radioattivi non passerà da Torino nemmeno questa volta, seguendo i binari che da Alessandria portano alle montagne olimpiche. Alcuni attivisti decidono di spostarsi in Val di Susa, altri arrivano da Torino, altri ancora sono del posto e rappresentano lo zoccolo duro dei NO-TAV. In tutto si radunano alla stazione di Avigliana circa duecentocinquanta manifestanti che occupano i binari per arrestare la corsa del locomotore. Questa volta, però, la risposta delle forze dell’ordine è durissima, così come era già successo a febbraio per un’altra occupazione dei binari, e come sempre più spesso accade durante le proteste in Val di Susa. I circa 400 uomini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sembrano avere un conto aperto con i NO-TAV. Verso le 4:00 scatta la prima carica e le versioni dei fatti si fanno confuse. Sulla pagina Facebook di Blackout compare la notizia dello “sgombero violento dei binari”, aggiungendo “ci sono feriti”.
Alle 4:35 la maggior parte degli attivisti viene spinta fuori dalla stazione, molti vengono identificati, ma il treno non può ancora passare. Ci sono ancora due persone sui binari di cui una incatenata. Trascorre un’altra mezz’ora di altissima tensione poi i treni arrivano veloci, uno dopo l’altro. Infoaut parla di un tasso di radioattività “molto significativo” rilevato con un contatore geiger.
La manifestazione termina subito dopo, lasciando il consueto strascico di polemiche sull’operato delle forze di polizia. E mentre nella notte di Avigliana gridano le sirene di due ambulanze, qualcuno si ricorda di quel «sarà dura…» che sarebbe stato pronunciato da alcuni poliziotti al termine dell’ultimo presidio antinuclearista per ironizzare sul celebre motto dei NO-TAV. «Sì, sarà düra» era stata la risposta degli ambientalisti. Tutto lascia pensare che anche al passaggio del prossimo treno gli uni e gli altri siano di parola.

Pagina, 10/05/2011


Sull’argomento vedi:
Si muove su rotaia l’incubo Fukushima – Pagina, 14/04/2011
Passa da Torino il treno della paura – Pagina, 08/05/2011
Fotogallery La Stampa

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