Il Tar non decide sui treni con le scorie (Pagina)

GColpo di scena nella vicenda dei trasporti nucleari in Piemonte. Il TAR ha dichiarato la non competenza territoriale, passando il fascicolo al tribunale di  Roma. Il ricorso era stato promosso da Movimento 5 Stelle, Pro Natura e comune  di Villar Focchiardo per le presunte irregolarità nell’applicazione di alcune  direttive europee e di una legge regionale che renderebbero indispensabile l’informazione preventiva dei cittadini in merito al trasporto di sostanze  radioattive nei pressi delle loro abitazioni. Dall’inizio dell’anno, infatti, il Piemonte è stato attraversato da almeno due treni carichi di scorie provenienti  dalle vecchie centrali nucleari italiane che dal deposito di Saluggia (Vc) hanno  raggiunto il nord della Francia. Scopo dei viaggi è stato permettere il
riutilizzo del combustibile esausto tramite la separazione chimica dei suoi componenti (riprocessamento).
Almeno altri otto convogli ad alto rischio dovrebbero partire nei prossimi mesi attraversando più di cento comuni piemontesi. Trasporti che, secondo i tre  soggetti che si erano rivolti al TAR, andrebbero “immediatamente sospesi per poter permettere a sindaci e cittadini di essere messi al corrente dei protocolli di emergenza”.
Alla fine, quando tutti si aspettavano un pronunciamento della corte è arrivata la sorpresa: il giudice ha deciso di non decidere, impugnando un procedimento nazionale (il DPCM 44) e passando tutti gli oneri al TAR di  Roma.
“I tempi e la prudenza della giustizia fanno sì che i cittadini piemontesi possano continuare ad essere esposti a forti rischi di contaminazione in caso di emergenza”, si legge in un comunicato stampa del Movimento 5 Stelle. I Grillini  hanno rappresentato in questi mesi la parte moderata dei No-Nuke piemontesi, dei quali fanno parte anche alcuni gruppi di No-Tav valsusini. La parte dura del movimento ha già promesso battaglia, annunciando altri blocchi dei binari come quelli del 6 febbraio e del 9 maggio. Questa volta però, oltre alle zone a valle e a monte di Torino, dovrebbe formarsi un presidio anche ad Alessandria, dove i  due convogli dei mesi scorsi sono stati deviati per evitare il passaggio nel capoluogo.
La data del prossimo trasporto di scorie radioattive rimane tuttora segreta, anche se su alcuni siti No-Nuke si vocifera che il transito possa avvenire all’inizio di luglio. C’è da scommettere che anche questa volta arriverà la solita soffiata dalla Francia per annunciare la partenza da Saluggia di un nuovo treno e dare inizio ad un’altra lunga notte antinucleare in Piemonte.
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