Mario Rossi, tranquillo ma non troppo (Pagina)

Un tipo tranquilloChi è veramente il ragionier Mario Rossi? Attorno a questa domanda ruota “Un tipo tranquillo”, l’ultimo appassionante romanzo di Marco Vichi, tra i più apprezzati al Salone del Libro di Torino.
Il libro, edito da Guanda, descrive la nuova vita di un sessantenne fiorentino, impiegato in una ditta di imballaggi. Il signor Rossi è un uomo comune proprio come il nome che porta. Ogni giorno per quarantatre anni esce di casa alla stessa ora, prende lo stesso
autobus, lavora otto ore e torna a casa. Una ripetizione infinita delle solite abitudini che scandiscono la vita monotona di un tipo davvero tranquillo. Poi, di colpo, tutto cambia. Sua moglie Lella muore improvvisamente e la vita di Mario viene sconvolta, ma in maniera del tutto imprevedibile e ben diversa da quella che il lettore potrebbe immaginare. Il protagonista quasi si vergogna ma non è affranto per quella perdita. Anzi, si sente bene e forse non è mai stato meglio. Quell’evento tragico diventa per lui l’inattesa possibilità di poter vivere finalmente un’esistenza diversa: “Doveva ricominciare da capo un’altra volta. Ormai si stava quasi affezionando a quella sensazione di smarrimento. Del suo futuro non sapeva nulla, non immaginava nulla. Poteva succedere qualunque cosa”.
Mario decide così di andare finalmente in pensione e di partire da solo per un avventuroso viaggio a Roma. È qui che, proprio come una nave alla deriva, il tranquillo ragionier Rossi si trasforma in un uomo dissoluto, frequentatore di locali notturni e prostitute. Nemmeno il ritorno nella nativa Firenze corregge quel suo nuovo stile di vita.
Marco Vichi si conferma bravissimo a indagare negli angoli più segreti della psiche del classico “italiano medio”. Uomini stritolati dalla routine, solo in apparenza “per bene”, ma che in realtà possiedono desideri nascosti, devastanti e pericolosi come il fuoco che cova sotto la cenere. L’abilità dell’autore sta nel narrare la lenta cronaca di una inesorabile e clamorosa autodistruzione che trasforma un uomo comune in un vero e proprio mostro: solitario, lunatico, tormentato dal passato e ossessionato dalle donne più
giovani. Una metamorfosi totalmente compiuta solo nelle pagine finali del libro, quando il lettore non riuscirà più a riconoscere nulla dei tratti distintivi che sembravano caratterizzare il protagonista.
Nel complesso “Un tipo tranquillo” è l’ennesima ottima prova di Marco Vichi, sempre molto apprezzato anche in Piemonte e considerato non per nulla tra i migliori narratori. Una vera “Vichimania” che vede lo scrittore fiorentino ormai del tutto emancipato dalla fortunata serie del Commissario Bordelli, e quindi capace di cimentarsi nella creazione di nuovi e singolari personaggi per
la gioia del suoi affezionati lettori.
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