Arte Urbana in Subbuglio prima dei loft (Pagina)

Un fugace assaggio di fantasia al potere nato dietro i cancelli di una vecchia fabbrica dismessa; un’esplosione di creatività favolosa, destinata a vivere soltanto trenta giorni. È “Sub Urb Art/ Arte Urbana in subbuglio”, un progetto dell’associazione culturale URBE–Rigenerazione Urbana, che da inizio luglio ha raccolto nell’ex stabilimento Aspira di via Foggia a Torino le opere di quaranta street artist italiani e stranieri.
I 1500 mq di locali concessi dalla società proprietaria dell’immobile prima di iniziare i lavori di abbattimento per la realizzazione di moderni loft, sono stati temporaneamente riconvertiti in un contenitore di arte contemporanea. Un laboratorio permanente di anarchica espressione in cui non solo gli artisti invitati, ma anche i visitatori occasionali, possono disegnare e scrivere sui muri, creare murales e altre installazioni senza alcun limite. Una bomba ad orologeria creativa che scomparirà, insieme all’intera struttura, già alla fine del mese. Ma prima di allora per gli appassionati di street art, nonché per gli amanti dell’archeologia industriale torinese, in via Foggia c’è davvero di che divertirsi.
Varcato il portone di ingresso di quella che un tempo fu una fabbrica di impianti di areazione ci si trova subito immersi in una specie di paese delle meraviglie post industriale. Qui le mura, che prima dell’abbandono conoscevano soltanto il rumore delle macchine e la frenesia del lavoro degli operai, sono oggi popolate da esseri fantastici, mostruosi o grotteschi. Parassiti futuristici, apparentemente senza logica, sono il virus che attaccando ogni angolo di questi luoghi gli dona l’ultima ebbrezza, prima che le ruspe entrino in azione.

Nel cortile, qualche divano datato e i suoni psichedelici della musica tecno danno il benvenuto ai visitatori e li spingono a esplorare i magazzini, gli uffici e le stanze che sono stati il banco di lavoro per i disegni degli artisti. Nemmeno il tetto e la facciata dell’edificio sono stati risparmiati dai pennelli dagli instancabili writers, alcuni addirittura venuti per l’occasione da oltreoceano.
Girovagando per i locali che portano ben visibili i segni di un irreversibile decadimento, le nuove forme colorate che tappezzano i muri generano un continuo stupore e a volte provocano una incontrollabile inquietudine.
Strani personaggi in divisa da carabiniere guardano con le forchette in spalla le evoluzioni di abilissimi skaters, questa volta in carne ed ossa, lungo quella che doveva essere una linea di produzione.
Anche gli obsoleti cartelli “magazzino spedizioni” e “ricevimento merci” sono stati attaccati da uno strano scarafaggio con il corpo a forma di cervello umano. Così, dopo teschi e mostri piangenti, bambini mangiafuoco e banali tag colorate su porte, finestre e pavimenti, l’incontro con figure conosciute quasi rincuora: c’è Louis Amstrong che suona la sua tromba, Yuri Gagarin in plastica posa da cosmonauta e c’è addirittura un improbabile Lenin pacifista che incita a legalizzare le droghe leggere.
Infine zigzagando tra bottiglie di birra e calcinacci è possibile anche salire fino alla terrazza. Qui anche la normalità del paesaggio cittadino di zona Regio Parco, fatto di case di ringhiera e nuovi palazzi borghesi, sembra contagiata dall’atmosfera di insistente e spregiudicata anormalità creativa della ex Aspira. Ingredienti di una selvaggia e disordinata libertà di espressione. Una brevissima parentesi tra realtà e fantasia, tra passato e futuro che potrebbe essere replicata in altre industrie in disuso. Questo e molto altro è “Sub Urb Art/Arte Urbana in subbuglio”, originale esperimento di riqualificazione urbana che merita la pena di vedere coi propri occhi.

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