Russia: Mosca bocciata in riciclo e qualità dell’acqua (Ecoinchiesta)

Nella capitale russa soltanto il 6% dei rifiuti viene riciclato e anche la qualità dell’acqua potabile risulta spesso insoddisfacente.

Il principale metodo di smaltimento dei rifiuti nella Federazione Russa è il conferimento nelle discariche. L’urgenza di migliorare la  politica ambientale  in Russia è tornata recentemente alla ribalta con i dati diffusi dalla Duma sul riciclo nell’area metropolitana di Mosca.
All’ombra del Cremlino si riciclano soltanto il 6% dei rifiuti prodotti, mentre il resto finisce nelle 48 discariche presenti a Mosca e nei comuni limitrofi.
Per il presidente della Duma cittadina di Mosca, Valeriy Skobelev, ben l’81% dei rifiuti solidi urbani della città viene interrato e il 12% incenerito. Per ora, il progetto di costruire nuovi impianti di trasformazione va di pari passo con quelli di aprire nuove discariche che andranno a sommarsi ai 738 ettari già utilizzati a tale scopo. Per protestare contro la disattenzione all’ambiente mostrata dalla politica russa, lo scorso 7 settembre circa 300 persone provenienti dalla cittadina di Dedenevo si sono radunate di fronte al palazzo del governo di Mosca. Lo scopo della  manifestazione è stato quello di chiedere la definitiva chiusura della discarica di Dmitrov, a 15 chilometri dalla capitale. Secondo i manifestanti il sito, utilizzato fino al 1991 per seppellire rifiuti militari e riconvertito nel 1996 per ospitare rifiuti urbani, sarebbe responsabile della contaminazione dei suoli vicini alle loro case e dell’alta concentrazione di piombo nelle acque di un torrente distante pochi metri dalla discarica. Un fatto preoccupante visto che il corso d’acqua in questione è anche un affluente del fiume Moscova che scorre attraverso il centro di Mosca.
Come se non bastasse, un’ulteriore bocciatura della capitale russa è arrivata recentemente anche dall’Agenzia Federale per la tutela dei consumatori (Rospotrenbadzor) che ha denunciato la scarsa qualità di oltre il 20% dell’acqua potabile distribuita dall’acquedotto cittadino. La maggiore fonte di preoccupazione riguarderebbe la presenza di ferro e fluoro in quantità troppo elevate rispetto ai limiti consentiti. In questo caso tuttavia, la percentuale di campioni di acqua con parametri insoddisfacenti sembrerebbe in leggera diminuzione rispetto ai risultati degli stessi prelievi diffusi tre anni fa.

 – Ecoinchiesta, 14/09/2011 *

*pubblicato anche su EaST Journal il 16/09/2011

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