Questo è tutto, gente!

Quando arriva la notizia il boato esplode. La folla radunata sotto il Quirinale accoglie con grida di gioia, musica e brindisi con lo spumante l’ufficializzazione delle dimissioni di Silvio Berlusconi. I manifestanti dal Quirinale si sono poi spostata sotto Palazzo Grazioli al grido di «In galera, in galera…». La festa è proseguita con un vero e proprio tifo da stadio e caroselli di auto. (La Stampa)

Tutti i siti della stampa estera aprono sulle dimissioni di Silvio Berlusconi e alcuni si chiedono anche quale sarà il suo futuro.
“Berlusconi si è dimesso. La crisi gli toglie il potere”, titola El Pais, che pubblica anche un intervento dello scrittore italiano Antonio Tabucchi intitolato “‘Deberlusconizzare’ l’Italia”. Tabucchi analizza l’eredità di Berlusconi nella politica e nella società italiana, sottolineando come abbia creato “un mondo di finzione grazie al suo impero televisivo e mediatico”.
“Berlusconi si dimette e lascia il passo a un altro governo per evitare il fallimento dell’Italia”, è il titolo di El Mundo, che dice “Addio al politico degli scandali e dello show”.
“Berlusconi si è dimesso”, titola Le Monde, sottolineando in un pezzo di analisi come dopo “anni di regno Silvio Berlusconi lascia l’Italia come l’ha trovata”. Come a dire, nessun significativo cambiamento, nessuna riforma importante, nessuna svolta (a parte quelle relative ai suoi affari e ai suoi processi). E questo, spiega Le Monde, a causa del “conflitto di interessi”. Stesso titolo per le Figaro, che poi punta i riflettori su “l’impero di Berlusconi nell’incertezza”, evidenziando come, lasciata la guida del governo, Berlusconi perda “appoggi preziosi” per il suo gruppo Mediaset, colpito dalla crisi.
Il quotidiano francese Liberation si chiede: “Dopo le dimissioni, quale sarà il futuro di Berlusconi?”. Il quotidiano elenca quindi alcune opzioni: pensione ai tropici, un eventuale ritorno sulla scena politica o gestione dei suoi affari o della sua squadra di calcio. “Un suo ritorno in politica è l’ipotesi più probabile”, sottolinea.
“Berlusconi alla fine si è dimesso dalla guida del governo, tra applausi e scherni”, titola il britannico Telegraph, secondo cui “le dimissioni non metteranno fine alla presenza di ‘Papi’ nel Paese, amato o odiato che sia”, per cui il mondo sentirà ancora parlare di Silvio Berlusconi. “Ciao Silvio!” scrive il Times. “Berlusconi si dimette e apre la strada a un nuovo governo”, titola il Financial Times.
“Berlusconi fuori”, scrive il tedesco Bild, mentre la tv araba al Jazeera titola: “Berlusconi si dimette dalla guida dell’indebitata Italia.
“Berlusconi si è dimesso dopo l’approvazione delle misure di austerità”, apre il New York Times. “In Italia è finito lo show di Berlusconi” ha scritto oggi Alexander Stille sul Washington Post, sottolineando come l’ex Presidente del Consiglio abbia “dominato la vita italiana per 17 anni giocando un sorprendente numero di ruoli: tycoon della tv, proprietario di una squadra di calcio, primo ministro, imputato, playboy internazionale”. (TMNews)

L’uomo che ha mandato a rotoli un’intera valuta
Mentre il destino dell’euro era riposto sulla testa trapiantata di Berlusconi, le possibilità di successo erano molto esili. Amava descriversi come un riformatore liberale pro-business, ma sotto il suo governo l’Italia non è riuscita assolutamente ad abbandonare il sistema che prevedeva la svalutazione della lira per compensare l’inflazione e la produttività stagnante o in calo.
Tra il 2001 e il 2010 i costi del lavoro in Italia sono saliti, mentre l’economia è cresciuta meno di quella di ogni altra nazione, tranne Haiti e Zimbabwe. The Economist ha a lungo sostenuto che Berlusconi fosse inadatto a governare, ma anche noi siamo rimasti molto sorpresi da come lui continuasse indisturbato a politicheggiare e a fare feste, ignorando la necessità di riforme mentre la crisi dell’euro si avvicinava sempre più all’Italia.
Senza Berlusconi, l’Italia ha una possibilità.
( The Economist,  “That’s all, folks” – traduzione di italiadallestero.info )

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