Dall’Albania il presidente anti spazzatura (Pagina)

Diciamo la verità: avere ospite a Torino un capo di stato straniero non è cosa di tutti i giorni.
Era successo nel 2009 quando il presidente francese Nicolas Sarkozy si era fatto vedere al cimitero monumentale in compagnia della premièr dame di sangue torinese Carla Bruni, riempiendo di curiosità e pettegolezzi le pagine della cronaca locale.
Sabato 26 novembre rischia invece di passare pressoché inosservata la visita sotto la Mole del presidente dell’Albania, Bamir Topi. Sarebbe un peccato perché, seppur leader di una nazione politicamente e economicamente meno rilevante della Francia, il capo di stato albanese ha un legame particolare con Torino. Negli anni ’80 frequentò presso l’Università degli Studi un master in scienze veterinarie. «Ho studiato due anni a Torino», ha ricordato Topi nel 2008, nel corso della sua ultima apparizione in città, «allora come adesso ho trovato un ambiente ospitale, sempre pronto ad accogliere nuovi cittadini». Bamir Topi verrà a Torino in occasione della Festa nazionale albanese (il 28 novembre) per celebrare una giornata di riflessione sull’immigrazione del Paese delle Aquile. Alle 15.00 di sabato sarà presente al Centro Interculturale di corso Taranto 160 per inaugurare la rassegna fotografica “Albania prima e dopo”. La mostra che ricostruisce i mutamenti avvenuti a Tirana e dintorni dopo il 1991, sarà anche un momento importante per ricordare la presenza in città di oltre 5.000 cittadini albanesi, una delle comunità straniere più numerose tra quelle presenti a Torino. Infine alle 20.30 il presidente si sposterà al Conservatorio Giuseppe Verdi per una serata di gala a cui parteciperà anche il sindaco Piero Fassino.
Classe 1957, tre volte deputato del Partito Democratico al parlamento albanese, due volte vice primo ministro, una volta ministro, Bamir Topi è oggi uno statista molto apprezzato per le sue posizioni equilibrate in un clima politico spesso molto teso. Un mediatore capace di rappresentare il sentimento dei cittadini anche contro le posizioni della sua stessa maggioranza parlamentare, come accaduto recentemente nel caso della legge “sulla gestione integrata dei rifiuti”. La norma, approvata lo scorso 3 novembre dal governo del premier Sali Berisha per permettere l’importazione di rifiuti stranieri, ha fatto molto discutere dentro e fuori dall’Albania. L’opposizione socialista ha accusato l’esecutivo di voler trasformare il paese in una pattumiera per i rifiuti provenienti da mezza Europa e centinaia di cittadini hanno duramente contestato l’approvazione del provvedimento. Il timore è che Tirana entri nel mirino dell’ecomafia, soprattutto italiana, che potrebbe vedere nell’altra sponda dell’Adriatico un luogo perfetto per disfarsi di ogni genere di spazzatura.
Le proteste della gente non hanno lasciato insensibile il presidente Topi, che dopo aver respinto una prima volta il disegno di legge, reputandolo non conforme alla disciplina di tutela ambientale in vigore nel paese, ha dovuto però cedere alla volontà della maggioranza parlamentare. Ma il duello con “l’amico” Berisha (i due militano nello stesso partito) sembra essere solo rinviato. Topi ha avuto parole di approvazione per il referendum che i socialisti hanno intenzione di promuovere per abrogare la legge. «Tocca ai cittadini reagire contro questa legge», è stata la dura replica del presidente, «perché il loro interesse è primario rispetto a quello dei profittatori».
Bamir Topi arriverà quindi sotto la Mole in un momento molto delicato della sua carriera politica, lasciando in patria gli echi di uno scontro inaspettatamente aspro. E di certo per addolcirlo non basterà qualche buon gianduiotto.

 –  Pagina.to.it,24/11/2011

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ambiente, Torino e Piemonte e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.