Ecuador: oro nero e povertà (Ecoinchiesta)

Esmeraldas. Un nome che sembra evocare un paradiso bagnato dai Mari del Sud. Eppure questa città dell’Ecuador, situata sulle sponde dell’Oceano Pacifico, è tutt’altro che un luogo di vitia ideale.
A Esmeraldas il 77% della popolazione vive in stato di povertà. Un bambino su 3 è denutrito e il 38% dei minori al di sopra dei 5 anni è costretto a lavorare. Il sistema educativo risulta essere insufficiente, tanto che solo il 18% della popolazione accede all’istruzione superiore e l’assistenza sanitaria pubblica non è affidabile. Povertà dilagante e la criminalità sono fattori costanti insieme ai problemi ambientali.


La città è situata infatti nei pressi di impianti off-shore, motivo per cui le spiagge sono spesso inquinate da scarichi di greggio; vi si trova inoltre una grande raffineria di petrolio, che certo non contribuisce a dare al posto un’immagine accogliente.
Settantamila barili di greggio vengono estratti, raffinati e poi venduti dalla compagnia petrolifera Petroecuador. L’oro nero sfiora la vita degli esmeraldeñi, ma senza modificarla: solo il 30% di chi lavora nella raffineria abita in città, molto spesso ricoprendo le mansioni più basse.
Ciò che invece rimane è l’inquinamento delle acque e dell’aria provocato dalla raffineria.


Come se tutto questo non bastasse, appena fuori dal centro abitato di Esmeraldas, che veniva considerata la “provincia verde” dell’Ecuador, si è consentito alla società nipponica EucoPacifico la piantagione di duemila ettari di eucalipto, albero totalmente estraneo all’ecosistema locale e destinato a prosciugare il terreno in pochissimi anni.

Ecoinchiesta, 16/12/2011

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